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Bernaudo e la picca Ipt: ‘Importantissima per la mia professione di poker player’

“Proprio una grande soddisfazione vincere l’Italian Poker Tour e poi qui a San Marino dove era praticamente iniziata la mia avventura dal vivo ed era partita malissimo. Ora torno a casa e non devo più giustificarmi se non vinco con i miei genitori! La vittoria la dedico a loro”. Aveva già riportato il commento a caldo di Antonio Bernaudo, trionfatore all’Ipt PokerStars.it di San Marino andato in archivio lunedì sera.Un torneo calcolato, giocato con testa, usando le giuste strategie e battendo l’amico temutissimo, Domenico Drammis e una scoperta “ovviamente per me visto che Gianluca Trebbi al tavolo non l’avevo avuto mai ed ho capito che è uno dei più forti in Italia”, spiega Bernaudovic.

La voce rotta dall’emozione lascia trasparire quanto significato ci sia dietro alla sua impresa e alla sua storia da player e soprattutto da ragazzo, da uomo. “E’ una vittoria che significa molto per me come ho già detto. E’ già qualche anno che ho lasciato l’univeristà e dal vivo i risultati non arrivavano. Per me era pesante tornare da un torneo e dovermi giustificare con i miei genitori ai quali comunque dovevo rendere conto della mia scelta. Anche se loro mi hanno sempre sostenuto e seguito. Però questo primo posto e questo premio rappresentano tantissimo per me”.

Un bell’esempio di come il poker sia anche filosofia di vita. Di come questa disciplina non sia una ‘gamblata’ e via. Dietro ci sono storie come queste, ragionate, calcolate sui rischi e le possibilità. Come se uno dovesse decidere di lasciare l’università e andare a lavorare in chissà quale settore. Il giusto approccio insomma.

Dal day2 e soprattutto dal day3, però, il torneo di Bernaudo sembrava essersi messo molto bene. “Domenica ho girato le prime carte sul tavolo visto che non ero mai arrivato a showdown. Come ti dissi ero contento di aver giocato senza mostrare mai una mano ma allo stesso tempo ero curioso di capire come avrei runnato ai primi showdown”. Il risultato alla fine dirà come ha runnato Bernaudovic. 

Un final table studiato bene e giocato meglio: “Ho cercato di capire i profili di tutti i players. In generale erano tutti molto tight compreso Vollers e ovviamente mi sono trovato bene a giocare il mio poker. Ovviamente conoscevo benissimo Drammis che era l’unico che temevo sul serio insieme a Giovanni Rizzo. Ma Gianluca Trebbi è stata la mia bestia nera, una ‘bestiaccia’ al tavolo che non conoscevo e non posso che apprezzare. La mia vittoria su di lui si impreziosisce ancora di più”.

Parola d’ordine ‘uncontested’? “Sì anche al tavolo finale ho vinto tanti piatti senza mai girare le carte. Sono salito a 700.000 chips poi ho subito un colpaccio. Sono sceso e poi la mano decisiva quella in cui scoppio le dame di Vollers con A7 chiudendo scala. Lì ho iniziato a sognare ed a capire che mi stavo riprendendo quello che mi tolsero al primo Ipt che giocai tanti anni fa quando ancora non conoscevo bene questo gioco”.

Poi in 3 esce Drammis e c’è Trebbi: “Non sono riuscito a vincere una mano quando siamo rimasti in tre. In quattro giocavo meglio con Alzani un po’ in difficoltà contro me, Trebbi e Drammis. Ma Gianluca è stato temibilissimo in 3 handed. All’heads up l’ho coolerato e ho giocato l’heads up pot controllando e poi sono riuscito a runnare meglio di lui. E comunque ho vinto con le carte dell’amore! (6 e 9, ndr)”. E complimenti ancora a Bernaudovic!

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