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Black Friday: fine della corsa per il Ceo di Full Tilt Poker Ray Bitar, arrestato a New York

Dopo mesi di latitanza, finisce in manette Ray Bitar, amministratore delegato di Full Tilt Poker e uno degli autori più grandi scandali legati al business del poker online di tutti i tempi e, forse, del gioco in generale. Bitar è stato arrestato ieri nei pressi dell’aeroporto JFK di  New York, dove era giunto, accompagnato dal proprio legale, per consegnarsi spontaneamente alle forze dell’ordine.
Bitar era in fuga dagli States dall’aprile del 2011, a seguito dell’inchiesta del ‘black friday’, e si era rifugiato in Irlanda, a Dublino, dove ha diretto il gruppo Pocket Kings.

Bitar ha lasciato il suo staff di Pocket Kings attraverso un comunicato stampa ufficiale nel quale spiega l’accaduto: “Come sapete sono tornato negli Stati Uniti per trattare un accordo sul procedimento civile e penale che è in corso contro di me a New York. Abbiamo tutti lavorato duramente negli ultimi 15 mesi per preservare il patrimonio e le potenzialità di Full Tilt Poker, al fine di garantire il rimborso a tutti i giocatori; questa continua ad essere la nostra priorità assoluta.
E’ importante che tutti noi facciamo il possibile per raggiungere questo obiettivo e confidiamo che l’accordo con PokerStars.com presto da obiettivo diventi realtà; il mio ritorno negli Stati Uniti è finalizzato alla chiusura di questa operazione.
Abbiamo preso accordi con PokerStars.com per garantire gli stipendi di luglio. Non dovreste quindi avere nessuna preoccupazione nel poter lavorare serenamente in questo periodo. Dopo di che, confidiamo che i contratti di lavoro saranno assunti dall’acquirente della società”.
Bitar conferma dunque le indiscrezioni dei giorni scorsi riguardo al possibile accordo che porterebbe i giocatori statunitensi ad essere rimborsati direttamente da Stars e non dal DoJ.

 Anche se Bitar e il suo legale avevano in mente un piano molto chiaro, le cose sembrano essere andate diversamente rispetto alle loro aspettative e si parla addirittura di un rischio di pena per 145 anni qualora venissero confermate tutte le accuse nei suoi confronti. La richiesta di libertà dietro cauzione dietro 250.000 dollari è stata negata e il giudice Debra Freeman ha imposto diverse condizioni, con tanto di cauzione da 2,4 milioni di dollari. Bitar è stato detenuto in custodia cautelare fino a quando sono state soddisfatte le condizioni previste per la cauzione.

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