Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Brian Hastings fa il punto sulla sua carriera dopo la supersessione con Isildur1 (1/2)

 

Per un certo periodo Isildur1 è sembrato una forza inarrestabile. Ha incrementato il suo bankroll a una velocità mai vista prima, per lo più a spese di Tom Dwan.  Ora però sta perdendo tutto quello che aveva vinto, ed il maggior beneficiario di questo terribile downswing è stato Brian Hatsings, che in una sola sessione gli ha strappato 4,2 milioni di dollari. Brian è un soggetto perfetto da studiare in questo caso, per il suo approccio al poker. In questo ambito ha dato alcune importanti lezioni al mondo.

 

Per farla semplice:

1. La forza del gruppo;

2. L’importanza di studiare oltre che giocare;

3. L’equilibrio generale nella vita;

Ecco cosa ne dice lui stesso sul suo blog su cardrunners.

Woa. Ho appena vinto la più grossa cifra mai vinta in un giorno nel poker online. È successo davvero? Faccio ancora difficoltà a crederci (benché non quanta ne stia facendo in  questi giorni per prepararmi ai miei ultimi esami). Tutti quando cominciano a giocare a poker sognano di poter un giorno guadagnare cifre spropositate, che nessuno, o quasi, dei normali lavori possono dare. Per la maggioranza, questo rimane un sogno. Perché succeda davvero, c’è bisogno di quantità enormi di fortuna e capacità (forse non la capacità, nel caso di alcuni vincitori o quasi di certi main event WSOP, ma loro hanno avuto una fortuna astronomica). Eccomi qua, reduce da una vittoria record di 4,18 milioni di dollari (oh, non esattamente. Non avevo il 100% della mia azione. E, no, non scenderò in ulteriori dettagli in proposito).

Come ci sono arrivato? Ripercorriamo un po’ la storia. Ho cominciato nel 2005 – un sedicenne alle superiori. Fino a quel momento avevo giocato qualche piccola partita a casa con amici – tornei da $5, dato che nessuno di noi aveva né soldi né idea di cosa stessimo facendo. Sono cresciuto a Hanover, in Pennsylvania, e vivevo una normale vita da middle class, facevo qualche lavoretto part time, compreso uno da un pizzaiolo, che ogni tanto mi faceva travestire dalla sua mascotte. Una cosa tipo questa. Comunque. Il mio professore di matematica all’epoca giocava online, NL 5/10, su Ultimate Bet. La matematica mi veniva molto facile, e finivo sempre gli esercizi prima degli altri, quindi spesso ci capitava di parlare di poker. Mi sono creato un account su UB ed ho cominciato a giocare col playmoney, finché dopo averci vinto molto mi sono sentito pronto per i soldi veri. Il professore di matematica mi aveva insegnato molto, soprattutto mi aveva spiegato l’importanza della lettura degli avversari, concetto che all’epoca mi era completamente nuovo. Se non fosse per lui non sarei qua – nonostante mi avesse suggerito che dieci buy in fossero sufficienti come bankroll – quindi lo ringrazio molto.

Ho cominciato da subito a vincere un po’. Era molto facile all’epoca, su UB. Chiunque avesse un minimo di tattica e pazienza poteva farcela.

Sono stato uno dei fondatori di Cardrunners, probabilmente usando una carta di credito dei miei perché ero troppo giovane per averne una. A quel punto stavo giocando e vincendo il NL midstakes, ma sicuramente CR ha avuto un grosso impatto sul mio stile. Stessa cosa per 2+2. Passavo ore e ore a leggere e scrivere articoli di strategia. Crescevo di livello, prendendo batoste ad ogni gradino ma imparando in fretta. Credo che per tutti i giocatori – escluso forse Phil Ivey – la cosa più entusiasmante del poker sia il processo di apprendimento. Sono una persona molto competitiva, e per me il massimo è sempre stato salire di livello – passare da NL50 al 100 mi ha dato la stessa adrenalina che salire dal 5000 al 10000.

Quando mi è sembrato di avere poco ancora da imparare al NLHE, ho cominciato col PLO. Giocavo ancora a hold’em per guadagnare, ma la s

fida di apprendere un nuovo gioco mi entusiasmava troppo. A posteriori avrei dovuto cominciare col PLO a livelli molto più bassi, ma gettarmi subito nel fuoco contro giocatori forti ha sicuramente accelerato il mio apprendimento. Per molti mesi mi è capitato di vincere tipo $100k al NL e di perderne 60k al PLO. Non aiutava il mio guadagno, ma forse non è stata, nel lungo periodo, una cattiva idea. Comunque. Sono andato piuttosto bene dopo aver imparato il PLO, e la troppa confidenza mi ha fatto male per un po’. Sono quindi ritornato a studiare, e nell’estate del 2008 sono passato da un giocatore mediocre e probabilmente in perdita a credo uno dei migliori cinque al mondo. Quell’estate al 25/50 sono andato particolarmente bene, tipo 8ptbb/100.

Quando ho cominciato a sentirmi a mio agio col PLO, mi sono messo sotto coi mixed games. Già ci avevo perso parecchi soldi nel passato, perché non avevo idea dello stud né del O8. Volevo rifarmi, ma non potevo assolutamente farlo da solo. Insieme a Brian T ed a Cole abbiamo passato un’enormità di tempo a ristudiarci le mani, ad analizzare le giocate nostre e dei nostri avversari. Loro due sono una risorsa davvero inestimabile, e senza di loro sarei rimasto molto più scarso, ed inoltre non avrei dei grandi amici che a consolarmi dopo una grossa perdita ed a darmi buoni consigli costruttivi che mi aiutano nella sessione successiva. È grazie a loro che sono vincente. Grazie tantissimo Cole e Brian, non sarei qui senza di voi.

 

 

1/2, continua. Fonte: http://blogs.cardrunners.com/Stinger885

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