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Bwin.party commenta il crollo del poker: "Colpa della migrazione dei players e ora investiamo sul valore’

Il Ceo di Bwin.party Norbert Teufelberger ha illustrato i piani di marketing proprio il giorno in cui sono usciti i dati che vedono il colosso mondiale del gaming online arretrare nella raccolta del poker dot com a favore dell'altro big internazionale iPoker. "Meno marketing sul dot com, maggiore attenzione ai mercati regolamentati e maggiore attenzione sul valore piuttosto che sui volumi di gioco". 
I dati, in effetti, parlano chiaro e un'attenzione maggiore si rende necessaria. 
Dopo l'Uigea i giocatori unici attivi sono scesi dai 936 milioni del primo trimestre del 2010 ai 597 dell'ultimo trimestre del 2012. Calo sensibile anche nei ricavi giornalieri che pare si siano ridotti di 260.000 euro.
 
TUTTA COLPA DELLA MIGRAZIONE – Il risultato operativo dopo le imposte ha visto una perdita di 64.7 milioni di euro, Teufelberger ha spiegato che "la maggior parte del 2012 si è concentrata sull'integrazione delle piattafoeme e nel 2013 questo sforzo verrà completato e il nostro business verrà trasformato grazie alle innovazioni che stiamo apportando". 
La migrazione verso un'unica piattaforma si sapeva che sarebbe stata una scelta dolorosa e costosa. Nel corso dell'anno sono state acquisite anche delle nuove licenze e sono aumentate quindi anche le tasse e sono stati sostenuti altri investimenti. 
La buona notizia potrebbe arrivare dalla licenza del Belgio che diventerà attiva nel giro di un paio di settimane. 
 
INVESTIRE SUL VALORE – Anche se la resa media giornaliera di ogni singolo giocatore è leggermente aumentata rispetto al 2011 rimane il fatto che il crollo del poker è evidente. Come detto si stanno riducendo i costi di marketing nei mercati dot com e questa diversificazione continuerà ancora. In effetti nel mese di gennaio il livello Vip Palladium è stato rimosso così come tutti i bonus che hanno pagato l'equivalente del 30% di rakeback. Questo mese sono in fase di test delle innovazioni per rendere il poker ancora più attraente e divertente. Forse verrà ritoccata anche la decisione di isolare i players più forti dai cosiddetti 'fish'. 
Capitolo Stati Uniti. Teufelberger ha detto chiaramente che "se PokerStars sarà nel mercato le opportunità si riducono, se sarà fuori ce la giocheremo con Caesars Entertainment". 
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