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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Carte da poker per smascherare la mafia russa

Quella che fu una trovata degli americani messa in atto durante la guerra in Iraq, quando vennero riprodotte carte da gioco con i nomi e le fotografie dei 52 comandanti del regime di Saddam Hussein più ricercati, visto il successo ottenuto, è stata riproposta dall’Institute for Russian Research che, ai volti dei comandanti di Saddam, ha sostituito quelli degli affiliati alla mafia russa.

L'IRR è un gruppo di ricerca che studia gli effetti della cultura russa e della società in tutto il mondo e di come i cittadini e gli immigrati russi colpiscono le società e le culture di tutto il mondo. Un modo per sensibilizzare forze dell'ordine, legislatori e media e per far comprendere l'importanza che ha la mafia russa negli Usa e nel Mondo è stato quello di realizzare a sua volta un mazzo di carte da gioco con i volti dei mafiosi russi.

Il mazzo di carte interattivo (ad ogni carta corrisponde la foto e una piccola biografia del mafioso russo abbinato al seme e al numero di carta) comprende soggetti conosciuti tanto alle forze dell’ordine quanto all’opinione pubblica, ma anche soggetti meno noti a quest’ultima, sarà aggiornato e ristampato ogni anno.

Per esempio, l’asso di quadri descrive Semion Mogilevich, ex leader del gruppo criminale organizzato Solntsevo, una delle bande più infami della Russia, che compare anche nella lista dell’FBI dei dieci più pericolosi criminali.

Tevfik Arifas, la regina dei club, un ex funzionario del Ministero del commercio sovietico che si è trasferito negli Stati Uniti per diventare un imprenditore nel settore delle costruzioni edili, che sarebbe a capo di una rete di riciclaggio di denaro coinvolta nel finanziamento di gruppi terroristici in Medio Oriente e l’ex Unione Sovietica.

Non mancano i trafficanti di armi come il noto mafioso russo-americano Monya Elson, e altri. Oltre il 50% dei soggetti ritratti nelle carte si trova negli Stati Uniti, mentre circa il 15% risiederebbe in Spagna.

Particolare curioso, il fatto che il mazzo sia composto da 48 carte e non da 52, visto che mancano i 6. A spiegarne la ragione sono gli editori che sottolineano come un “sei” sia uno dei peggiori insulti nella mafia russa e quindi non si sono volute fare discriminazioni di sorta.

In Italia seguirà quello della mafia di casa nostra? Il rischio è che l'impegno sia troppo elevato e che dalle carte da poker si dovrà passare anche a quelle da ramino e da scala 40 per descrivere mafia, n'drangheta, sacra corona unita e, chissà, rischierebbe di finirci anche la classe politica attuale.

 

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