Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Che la politica tratti i problemi veri: intanto Renzi da il buon esempio

Forse una botta di demagogia non serviva più (anche se in campagna elettorale ne avevamo sentito parlare poco) ma nel discorso del neo segretario del Partito Democratico Matteo Renzi non c’erano tracce di aumenti insensati sulle tasse del gioco d’azzardo o delle solite gogne mediatico-politiche.Incredibile ma vero? Renzi aveva già parlato di gioco quando era in lizza per la candidatura a premier contro Pierluigi Bersani. In quel caso, seppur velatamente, aveva dato fondo alla moda del 2013, la crociata anti gambling della politica.

Riprendendo le fila dell‘editoriale del numero di novembre di Gioconews, finalmente abbiamo ascoltato delle vere ricette di un modus operandi che, qualora la politica lo rispettasse, forse cambierebbe davvero questo Paese. Su quel pezzo (consultabile anche online su questi siti) diciamo che lo Stato non deve rifugiarsi nella tassazione dei cosiddetti vizi come il gioco, l’alcol o il fumo. In realtà parlando di gioco dovremmo parlare di intrattenimento che è un po’ diverso. Un vero Governo, un welfare, dovrebbe strutturare e ristrutturare le fondamenta dell’economia e della società piuttosto che fare demagogia e contemporaneamente fare cassa. Quando un’industry come il gioco verrà distrutta dalle leggi restrittive e dai continui aumenti di tassazione che, tra l’altro, spingono i players verso i siti dot com e verso le bische clandestine o alle slot scollegate dal Ministero delle Finanze, dove prenderanno i soldi i nostri governanti?

Renzi sembra orientato su un approccio differente anche se il Pd ha già scritto diversi progetti per regolamentare il gioco e di sicuro qualcos’altro succederà.

Tuttavia la speranza è che si torni a parlare dei problemi veri pur tenendo conto del gioco e delle eventuali distorsioni. Ma, ripetiamo, non è con la demagogia che si risolvono i problemi del gambling, delle ludopatie e tanto meno del Paese.

Le regole già ci sono (vedi la legge Balduzzi) e in gran quantità. Le società sono oberate di controlli, anti riciclaggio, tracciabilità dei pagamenti e altro ancora e bisogna solo applicarle queste regole. Pensiamo alle reali criticità dell’Italia altrimenti dovremmo pensare che la lotta al gioco è il solito fumo negli occhi dei cittadini mentre i politici si passano favori, mazzette, pensioni d’oro, donne e chissà quanti altri vizi. Ma di quelli, ‘loro’, non ne parlano.  

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