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Come vincere l’Italian Poker Tour! Affrontare le fasi di un MTT (terza parte)

Terzo appuntamento con la rubrica dedicata alla tecnica e strategia del Texas Hold’em, applicata al gioco Mtt. Dopo aver analizzato la prima fase di un torneo multitable, la fase cosiddetta dei bui bassi, entriamo adesso in quella che forse è la fase più critica, quella dei bui intermedi. In un torneo della durata di più giorni, come ad esempio una tappa dell’Italian Poker Tour di PokerStars, questa fase corrisponde all’incirca agli ultimi 2 livelli del Day1 e alla prima parte del Day2.È la fase forse più delicata di un torneo da un punto di vista strategico, perché è quella che decide se e come arriveremo alla ‘bolla’, ovvero alla zona premi.

I bui aumentano e cominciano a incidere sullo stack in maniera più sensibile rispetto alla prima fase e inevitabilmente questo porta con sé un aumento delle eliminazioni.

Come conseguenza dobbiamo aver ben presenti due concetti decisivi per affrontare questa fase:

– lo stack deve sempre essere sotto controllo

– l’aggressività paga di più

Il controllo dello stack ci consente prima di tutto di capire quanto margine di manovra abbiamo (possediamo uno stack abbondante con i quale aggredire in maniera un po’ loose oppure siamo già nella ‘zona pericolante’ per cui dobbiamo iniziare ad essere molto più selettivi con le starting hands?); e in secondo luogo ci indica quanto peso può avere la nostra azione sugli altri giocatori. È il concetto di fold equity.

Senza voler entrare in formulazioni eccessivamente matematiche (poco utilizzabili al tavolo tra l’altro), la fold equity è la capacità (o meno) di far foldare un avversario attraverso il peso dello stack, facendo leva sulla sua paura di compromettere il proprio in maniera significativa. Ad esempio, se siamo ‘big stack’ è chiaro che le nostre azioni aggressive (raise, tribet etc) diventeranno molto pericolose per gli avversari, perché potrebbero comportare la loro eliminazione del torneo. Questo è a maggior ragione vero se chi viene attaccato ha uno stack medio-basso e quindi rischia di non arrivare alla zona premio.

All’opposto invece, se siamo noi a trovarci con uno stack non troppo incisivo, teniamo presente che le nostre azioni avranno particolare peso su chi come noi ‘galleggia a mezz’acqua’. Purtroppo se siamo invece già in questa fase tra i cosiddetti ‘short stack’, non avremo chiaramente una grande fold equity sugli avversari, per cui sarà necessario sapere scegliere bene il momento e le carte con le quali fare la nostra mossa preflop.

Ricapitolando, primo elemento chiave della fase di gioco dei bui intermedi, è il controllo del proprio stack. Per fare questo possiamo usare sia il conteggio del BB (stack/n. BB) sia l’utilizzo del fattore M, la formula ideata da Paul Magriel, che calcola come divisore dello stack la somma di BB+SB+un giro intero di ante (se ci sono già). Entrambi i metodi sono validi, l’importante è utilizzarli!

Per quanto riguarda l’azione nel gioco preflop, abbiamo già evidenziato che l’aggressività deve essere la nostra scelta quando decidiamo di entrare in azione. Dimentichiamo assolutamente il limp (call), dal momento che verremmo sicuramente attaccati e la perdita anche di un solo BB può diventare pesante in questa fase, soprattutto se il nostro stack non abbonda di chips.

Apriamo con dei raise, diminuendone l’entità rispetto alla fase precedente: usiamo un moltiplicatore 2,5-3 BB se siamo i primi a rilanciare preflop. Otterremmo lo stesso un buon risultato quando le cose vanno bene, e non perderemo troppo nel caso qualcuno ci controrilanci con una monster.

Anche i call su open raise avversario devono essere usati con attenzione, soprattutto guardando chi ci ‘sta alle spalle’: se dopo di noi parlano avversari molto aggressivi o con uno stack committato, potremmo rischiare di subire un ulteriore rilancio (anche in all in) e di trovarci presi nel cosiddetto ‘sandwich’ tra l’orginal raiser e il giocatore che dopo di noi ha tribettato. Per evitare di sprecare chips importanti in questo modo, chiamiamo solo da late position, con alle spalle giocatori non troppo pericolosi o con mani con le quali possiamo comunque pensare di chiamare un eventuale controrilancio.

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