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Condannato un club di poker in Svizzera: avevano chiesto info, hanno ricevuto una retata

Se in Italia a Pesaro il poker live vince un’altra battaglia per svincolarsi dall’azzardo e dalle denunce penali, in Svizzera arriva una sentenza di condanna nel primo processo contro i responsabili di un club di poker: la giudice unica del Tribunale cantonale di Appenzello esterno ha inflitto a due fratelli di 35 e 31 anni una multa di 750 franchi ciascuno per aver organizzato giochi d’azzardo fuori dalle case da gioco concessionarie, fatto risalente al dicembre 2010.

I due hanno annunciato oggi che ricorreranno in appello al Tribunale superiore.

 

DEPENALIZZAZIONE PER I FRATELLI DEL POKER – La Commissione federale delle case da gioco (CFCG), come si legge sul Corriere del Ticino, aveva inflitto ai due una multa di 1500 franchi, ma i due avevano presentato ricorso, chiedendo di essere giudicati da un tribunale. Ritenevano infatti di aver agito nella legalità, non essendoci state puntate in denaro e rilevando che rimane controverso se il poker costituisca un gioco d’azzardo o di abilità.

Il Tribunale cantonale ha ritenuto esigua la colpa dei due imputati, giudicando che abbiano più che altro peccato di negligenza. Ha dunque dimezzato la multa inflitta dalla CFCG.

CHIEDONO INFO, RICEVONO UNA RETATA – Il 17 dicembre 2010 la polizia appenzellese aveva compiuto una retata con 20 agenti armati di pistola e protetti da giubbotti antiproiettile in un club di poker di Herisau. I poliziotti avevano fermato 41 persone e sequestrato 780 franchi.

Curioso il fatto che i due fratelli si erano rivolti alla polizia per sapere se potevano giocare legalmente. Ma invece di ricevere informazioni hanno ricevuto proprio questa retata.

SIAMO INNOCENTI – I due fratelli hanno dichiarato che quello era l’ultimo torneo prima della chiusura del locale, essendo cambiata la situazione legale. Una sentenza del Tribunale federale del maggio 2010 aveva infatti stabilito il divieto di giocare a poker al di fuori della cerchia familiare, delle riunioni di amici e dei casinò. I due ritenevano comunque di agire nella legalità, perché nel club non c’erano puntate in denaro, ma soltanto – per chi non voleva stare in piedi – un “prezzo d’affitto” della sedia di 20 franchi . Si giocava con gettoni e si potevano vincere premi non pecuniari come per esempio un iPod Shuffle.

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