Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Cosa succederà al poker live dopo la bocciatura dell’operazione All in in Europa?

Dunque la Commissione Europea sta suggerendo alla Corte di Giustizia Europea di rispondere in malo modo alle Commissioni Tributarie Italiane (nel caso specifico quella di Roma) che hanno chiesto all’unione come comportarsi di fronte a questi ‘discoli’ e presunti ‘maxi evasori’ poker players.

Le loro azioni sono illegittime e sarà dura che i giudici europei si discostino dall’indirizzo politico. Cosa succederà al poker live dopo questa sentenza? I giocatori italiani torneranno in massa all’estero oppure è davvero troppo tardi per le casse italiche per cercare il grande colpo nei tornei europei? I casinò italiani subiranno un contraccolpo pesante sulla base di questi risultati?

 

La prima cosa cui pensare senza dubbio è che giustizia sta per esser fatta. Ci esprimiamo così perché anche i legali Rosa e Cristaldi hanno invitato alla prudenza massima. Finché non vedremo scritto nero su bianco, prima dalla Cge e poi dalle commissioni tributarie italiane, che la doppia tassazione sulle vincite in tornei di poker (ma non solo ovvio) in sale da gioco e concorsi dello spazio economico europeo è illegittima, guai a festeggiare.

Poi i poker players vedranno stracciate le loro cartelle esattoriali evitando così di pagare tasse sproporzionate su cifre reali ma ormai da considerare virtuali, tanto di quel tempo è passato, e mai nette viste le spese non detratte dagli agenti del Fisco italiano.
Ma fino alla sentenza positiva della Commissione Tributaria dobbiamo attendere con speranza e prudenza.

Quindi i players non pagheranno questo pesante dazio, molto probabilmente. Il che non significa che il poker live italiano avrà un tesoretto da rigettare immediatamente nello scheduling dei tornei nazionali ed europei. Per questo non crediamo che questo provochi chissà quale boom di gioco sia nei casinò italiani che esteri, ma sempre dello SEE. I soldi in questione non sono congelati o sospesi e, come detto, sono virtuali. Una cartella esattoriale di 10.000 euro da non pagare non significa che il giocatore vincitore del ricorso avrà quei soldi in più da poter scommettere sulle sue skills.

Per il gioco all’estero, e quindi i conseguenti feedback su quello nazionale, cambierà poco. Già adesso i tornei a Nova Gorica o in altri paesi europei con buy in dai 200 ai 1.000 euro sono comunque frequentati dagli italiani. Per field e importi di un certo tipo la Finanza non si scomoderà mai. Un torneo a Malta da 550 euro farà le stesse iscrizioni. Un 330 al Perla di Nova Gorica rimarrà sugli stessi standard.
Qualche numero in più potremmo vederlo negli Ept e nei Wpt o nei grandi eventi all’estero? Forse sì ma, vista la situazione dell’economia nazionale e di quella del poker nostrano, non crediamo che si passerà da una decina di players a trenta o quaranta iscrizioni.
L’operazione ‘All in’ ha colpito quando doveva colpire ed è riuscita a stroncare buona parte del movimento all’estero. C’è chi se n’è fregato e ha continuato a giocare, come abbiamo detto. Tuttavia alle prime cartelle esattoriali di 2-3 anni fa, molti players preferirono non rischiare tenendosi tra i quattro casinò italiani e, al massimo, fare ogni tanto qualche puntatina in Europa ma in maniera prudente e limitata. Ed erano gli anni in cui molte risorse venivano spese all’estero alla caccia del big shot.
Insomma, il danno ormai è fatto, e come spesso capita in questo Paese, anche se alla fine la ragione va dalla parte giusta, ormai è quasi tutto inutile. Ma intanto questa ragione prendiamocela va.

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