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Crisi Russia-Ucraina parlano i poker players Lykov, Demidov e Katchalov

Negli equilibri mondiali del poker la crisi in Crimea può davvero rappresentare un problema evidente o, comunque, un fatto che può cambiare lo scenario del gioco più amato del mondo.

E su alcuni siti esteri si sono sfogati alcuni player sia ucraini che russi che sono però sembrati tutti molto solidali con la Crimea mostrando un’evidente preoccupazione per quello che sta accadendo.
Su tutti Eugene Katchalov, pro PokerStars nato in Ucraina ma ormai trapiantato negli Stati Uniti:”Quello che sta accadendo non mi riguarda direttamente visto che siamo emigrati negli usa nei primi anni ’90. Ma ho molti amici a Kiev e sono molto preoccupato per loro e faccio di tutto per tenermi informato. E’ una situazione molto bizzarra e penso che sia un problema più che altro di livelli sociali e non di nazionalità. Non credo che ci saranno mai problemi tra giocatori russi e ucraini, questo no, e io continuerò comunque a rappresentare la mia nazione come pro di PokerStars. Il conflitto è molto complesso da capire, verrebbe da paragonarlo ad una partita di poker ma non lo faccio per rispetto di chi ci si sta trovando in mezzo”, conclude Eugene.
Cosa ne pensa invece un certo Maxim Lykox, vincitore di una picca Ept e nato e cresciuto in Russia? “Sono appena tornato da Sochi dove la mia ragazza ha aperto un negozio di moda ma dopo Monte Carlo mi sposterò a Riga per un paio di settimane per poi spostarmi definitivamente ad Amsterdam dove pensiamo di stabilirci definitivamente. Non riesco a capire cosa stiano combinando i politici russi. Sembra che si comportino come dei re e ottengono solo la fuga di tanti cittadini verso l’Europa. Non è normale prendersi una regione di un altro Paese per quello che è successo 50 anni fa”.
Per Lykov qualche problema ci sarà per i players russi: “Noi players professionisti possiamo giocare in tutto il mondo ma i giocatori russi dilettanti prima andavano a Kiev per giocare dove si trovavano benissimo. Una bellissima location dove si tenevano tornei organizzati benissimo e ideali per tutti come le tappe regionali del Russian Poker Tour e altri circuiti regionali. Se la situazione non si risolverà temo che si precipiti nell’illegalità come successo in Russia dopo la chiusura dei casinò”, conclude Lykov.
Ivan Demidov, runner up al main event Wsop del 2008, sembra orientato a rimanere in Russia buona parte del suo tempo, anche perché ci vive e risiede lì da sempre, ma non è proprio così sicuro: ”Ho intenzione di trasferirmi a Riga ma di passare il 50% del tempo a Mosca e nella nuova location. Gli eventi recenti ancora mi mettono un po’ di preoccupazione e penso che Putin si stia comportando in maniera alquanto irrazionale mentre il resto del mondo cerca di comportarsi all’esatto contrario. Per i giocatori ucraini cambierà di poco la vita. Alcuni tornei sono stati annullati e, per un po’, non ci saranno grossi eventi. Tuttavia non credo che questo stato di fermo duri a lungo”.
C’è anche da capire cosa succederà in Crimea e se la Russia riuscirà a trasformare la regione in un centro di gioco d’azzardo vero e proprio.

 

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