Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
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D’Angeli (Mag): ‘Unica via per il poker online la dimensione internazionale e la liquidità comune’

Milano – “Lo sviluppo di un prodotto per un singolo Paese in Europa ha costi troppo elevati mentre lo sviluppo del settore del gioco online passa da innovazioni che possano portare a una dimensione internazionale, pensando anche a liquidità comuni“.E’ quanto sostenuto da Laura D’Angeli, Digital and Gaming Manager della società di MAG Consulenti Associati, durante il convegno sul gioco online organizzato a Milano dall’Osservatorio del Politecnico.
Il mercato del gioco online ha subìto una riduzione da 800 mila a 670 mila giocatori mensili confermando che il settore è una nicchia e considerando che la platea complessiva in Italia è di 10 milioni di soggetti. Un settore diviso fondamentalmente in tre tra poker, casinò e scommesse. E gli operatori che sono sopravvissuti hanno saputo sfruttare il know how e la gestione della tecnologia: “Il fatturato netto complessivo per gli operatori del gioco online è rimasto tutto sommato stabile, con la differenza che sono meno i soggetti a ’spartirsi la torta’, nel 2013 la maggiore innovazione è stato il differente peso dei diversi prodotti, con il poker che è calato tantissimo”, ha spiegato la D’Angeli.
Inoltre un passaggio sulla sicurezza del settore del gioco online: “I siti autorizzati garantiscono, grazie all’incrocio delle informazioni anagrafiche fatte da Sogei, la tutela dei minori oltre alla fissazione di limiti di spesa. Servirebbe fare una giusta informazione sul gioco, partendo proprio dalle scuole”.

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