Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Daniel Rekrul Schreiber, un’autobiografia (1/3)

Forse ne avete già sentito parlare: Daniel “Rekrul” Schreiber è un grande giocatore e Continuation Bet gli aveva già dedicato un profilo. Di recente ha però pubblicato un lungo ed interessante post autobiografico sul sito del suo team, liquidpoker. Lo abbiamo tradotto per voi, e data la mole lo pubblicheremo in tre parti.

Eccomi qua, ubriaco marcio, pochi giorni dopo il Ringraziamento, nella mia stanza del Bellagio, dopo una lunga nottata passata giocando a poker, poi uscendo con gli amici, e poi ancora giocando ubriaco e perdendo circa $18k in un NL da $20/$40. Ero qua che mi schiaffeggiavo mentalmente dicendomi “dio**** Dan perché c***o ti sei di nuovo messo a giocare sbronzo…LOL”, ma poi ho realizzato che sono davvero troppo fortunato ed ho troppe cose di cui essere grato per potermi mai permettere di essere negativo e depresso. Ho ventitrè anni ed ho la possibilità di svegliarmi ubriaco marcio alle quattro di pomeriggio dopo una notte di festa, bruciare soldi per ballerine, e scommettere come un idiota, senza avere una singola conseguenza negativa per la mia vita. Beh, a parte una sbronza assassina.

Quando andavo alle superiori conoscevo sempre le risposte ma non alzavo mai la mano. Gli inegnanti sapevano che ero uno dei più svegli della classe dai risultati dei miei compiti, ma evitavo sempre di guardare i professori negli occhi quando facevano domande, per non dover rispondere perché temevo di sbagliarmi, o perché ero timido. I più simpatici dei ragazzi e delle ragazze “popolari”, quelli meno sfigati, cercavano sempre di fare amicizia con me, ma io sostanzialmente, gli sbattevo la porta in faccia per ragioni da idiota, ma per lo più perché davvero mi sentivo inferiore. Ero fortunato ad essere uno dei più alti secchioni della scuola, e i bulli non se la prendevano tanto con me quanto con altri geek più piccolini, anche se ho avuto anch’io la mia parte di attenzioni. Non me ne sono mai lamentato con nessuno perché credevo che il rischio di ritorsioni fosse troppo più alto di qualsiasi speranza di aiuto. C’era una ragazza che mi piaceva, ma non ho mai avuto le palle per invitarla ad uscire (e di sicuro non avrebbe accettato LOL). Avevo molti interessi ma non mi sono mai aggregato a qualche gruppo per paura di venir rifiutato o ostracizzato. Durante l’ultimo anno di scuola la nostra classe ha partecipato ad un gioco che è durato qualche mese. Si pagava $40 per partecipare e si chiamava “liquidation”. Consisteva in scegliere una squadra come bersaglio e cercare di bagnarli con qualsiasi mezzo (bicchieri d’acqua, palloncini, pistole, sciocce oprezioni di squadra…). L’unica clausola era che non si poteva bagnare chi era a scuola, sul lavoro, o in chiesa, o cose del genere, però lo si poteva fare mentre uscivano. Le squadre erano di due persone, ed insomma, per farla breve, la mia ha vinto. Il motivo era semplicemente che A)Non avevamo niente di megli da fare che seguire e bersagliare altre persone, e B)Non lasciavo mai la mia stanza perché ero un nerd e passavo tutto il tempo al computer, quindi le altre squadre non avevano occasioni di colpirmi. Ma alla fine, l’ultima squadra rimasta oltre alla nostra ha mentito con un falso testimone ed hanno diviso con noi – erano dei giocatori di football molto popolari – il primo premio da $800. I giudici hanno rpeso questa decisone per via delle nostre dichiarazioni contrastanti. Sarei dovuto andare da un professore, e sarebbe servito. Avrei dovuto lottare, acvrei almeno dovuto cercare di portare giustizia. Ma non l’ho fatto perché ero solo un piccolo nerd senza potere. Ho immaginato di prendermi una rivincita, per esempio bucandogli le gomme, o cose del genere, ma alla fine ho lasciato perdere decidendo che non ne valeva il rischio.

Quindi ero là, seduto alla cerimonia di fine scuola, apettando che tutti quelli prima di me venissero chiamati per il diploma. Su un grande schermo c’era un powerpoint con tutti i risultati di ogni studente, coi club, le attività, eccetera. Ho guardato quei due st****i che ci avevano fregato a Liquidation battevano il cinque con tutti gli amici e baciavano o abbracciavano belle ragazze mentre camminavano verso il palco e ricevevano il diploma dal direttore, che aveva un gran sorriso che brillava e gli ha detto semplicemente, “complimenti, siete grandiosi”. Stavo là seduto, calmo ed arrabbiato, non solo per la scena, ma anche perché sapevo che il mio powerpoint non averebbe mostrato nessuno risulato, e che mi sarei incamminato verso il palco senza belle ragazze ad applaudirmi, abbracciarmi, o baciarmi, senza un direttore che mi stringesse la mano come se fossimo veri amici, senza ragazzi “cool” che mi dessero il cinque. Ho camminato il più veloce possibile e me ne sono liberato. Le uniche congratulazioni mi sono venute dalla mia famiglia, che almeno ha portato un po’ di luce alla situazione, ma di sicuro non ha calmato la frustrazione. Quello che di solito è un giorno felicissimo per un giovane uomo in procinto di diventare adulto mi è sembrato una c***o di visita dal dentista. Dopo la cerimonia c’era una specie di festa subito fuori, per i diplomati e le loro famiglie. Me ne sono stato tranquillo ed arrabbiato, chiedendo ai miei genitori se per favore ce ne potessimo andare, perché tutto quello che i mi interessava era uscirmene da quell’inferno e tornare il mio computre per giocare a Starcraft.

 

(1/3, continua domani. Fonte: http://www.liquidpoker.net/pokerarticle/761520/Rekrul_s_the_Growth_of_a_Nerd)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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