Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Daniel Rekrul Schreiber, un’autobiografia (2/3)

La ragione per cui non sono mai stato un piccolo nerd emo e depresso durante le superiori nonostante tutte queste storie era Starcraft. Giocare a Starcraft online era la mia piccola fuga nel mio “e-mondo” di fantasia. Un posto dove potevo parlare apertamente ed insultare le persone senza ripercussioni. Un posto dove potevo guadagarmi il rispetto degli altri grazie alla mia capacità di giocare bene uno sciocco videogioco. Un posto dove potevo fare amicizia con tantissima gente di tutto il mondo indipendentemente dall’aspetto, dalla religione, eccetera. Un posto dove potevo usare le mie abilità per battere altre persone e sentirmene soddisfatto. Un timido nerd incazzoso senza palle nella vita reale ed un pomposo cyber-atleta intelettuale su internet. Era tutto ciò che avevo. Era tutto ciò che aspettavo durante le lezioni. Era tutto ciò che mi manteneva sano mentre me ne stavo seduto in un’aula studio, annoiato senza niente da fare perché finivo i miei compiti di matematica incredibilmente veloce. Pensavo alle strategie. Pensavo ai giocatori miei avversari del giorno prima, alle diverse tattiche che usavano ed a come potevo adattarmici per il mio vantaggio. In realtà ero uno degli ego più grossi della comunità di Starcraft online. Dovevo sempre aver ragione su tutto e facevo sempre il mio meglio per insultare pesantemente chiunque ritenessi inferiore per qualsiasi ragione. Naturalmente lo facevo perché le mia vita reale faceva schifo, anche se probabilmente lo sapevo solo molto vagamente. Credevo semplicemente di essere il migliore. Online molte delle persone che mi odiavano mi dicevano, “Fai tanto il gradasso qua, ma sei probabilemnte una gran schiappa nella vita reale”. Anche se lo negavo e mentalmente bloccavo la verità fuori dalla situazione, avevano ragione. Ognuno ha i suoi meccanismi di difesa dai dispiaceri del mondo, e Starcraft era sicuramente il mio.

Venni accettato all’università di Cincinnati con unapiccola borsa di studio a causa dei miei buoni risultati, e dopo il diploma mi trovai un lavoro estivo per la Honda in una centrale di riconfezionamento. Prendevamo parti di macchine, qualsiasi cosa dalle viti a motori e le mettevamo in quella in cui dovevano venire venduti. Mentre lavoravo meccanicamente con la macchna automatica, metà della mia mente pensava a Starcraft ed a come ottenere un posto più alto nella classifica, ma l’altra metà riconosceva la realtà della situazione: stavo per dovermi fare una vita e fuggire nel mio mondo virtuale non sarebbe stata un’opzione praticabile molto a lungo. Facevo però del mio meglio per non pensarci, continuare a fare pacchi e scoprire come difendermi dall’attacco di Mutalisk (mostri mutanti di starcraft ndt) di un coreano. Tutta questa strategia non è stata invano comunque, perché ho vinto il campionato USA di Starcraft ai World Cyber Games a Los Angeles, (ho vinto il biglietto aereo per un evento preliminare in Ohio). La vittoria del campionato USA mi ha garantito un invito con viaggio spesato alle finali mondiali in Corea. Il viaggio corrispondeva con l’inizio del mio primo anno di Università e questo preoccupava un po’ i miei, ma alla fine mi hanno lasciato andare. In corea è stato fantastico. Ho conosciuto dal vivo tutti quelli che avevo frequentato solo online, ed in particolare ElkY e Giyom che stavano già giocando da professionisti in Corea. È stata una settimana in paradiso ed il più gran divertimento della mia vita, anche se sono stato battuto da altri grandi giocatori internazionali. Pensavo che magari se avessi vinto sarei stato invitato da qualche pro team a rimanere in Korea. Ero un po’ deluso di aver perso, ed ho capito che niente poteva compensare tutte le ore spese in una stanza buia a giocare al computer. Ciononostante, mentre l’aereo decollava per riportarmi negli Stati Uniti la realtà a cui stavo andando incontro mi deprimeva, mentre gli edifici diventavano sempre più piccoli. I mesi sucessivi all’Università sono stati positivi e negativi. Non facevo molti amici perché ero una persona timida e poco motivata. Non frequentavo tutte le lezioni e mi trovavo sempre a razionalizzare per darmi delle scuse. Ho cominciato a bere un po’,ma non troppo spesso, e comunque anche quando lo facevo ero parecchio antisociale alle feste. Durante i primi pochi mesi sono riuscito ancora a procrastinare e mettere la mente in pausa, continuandoa giocare a Starcraft. I miei voti scendevano, ma hey!, il mio posto in classifica saliva! Poco tempo dopo un amico di starcraft chiamato Dudey mi ha introdotto ad una forma di poker chiamato Texas Hold’em. Me lo aveva già mostrato, a me ed altri compari di Starcraft che ora sono i miei migliori amici, mentre ero alle superiori, ma all’epoca non avevo soldi da giocare e non ci pensavo troppo. Mi ha mostrato come si potessero fare soldi decenti, giocando tavoli con buy in da $10 e standosene molto chiusi guadagnando sulle persone che giocavano come idioti gettando via il denaro senza avere una minima idea del gioco. Il fatto che potessi fare soldi cliccando col mouse, invece che solamente battere altri nerd in un videogioco, mi intrigava. Il fatto che la bavura potesse essere parte di un gioco di fortuna mi intrigava. Una possibilità di fuga mi intrigava.


(2/3, o forse 2/4. Continua. Prima parte qua. fonte:http://www.liquidpoker.net/pokerarticle/761520/Rekrul_s_the_Growth_of_a_Nerd )

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