Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
Daniel_20Schreiber

Daniel Schreiber

Daniel SchreiberNomeDaniel Schreiber
NicknameRekrul
Poker RoomPokerstars
CittàTroy
EtàNato nel 1985

 

Ogni giocatore ha la sua storia da raccontare, quella di questo ragazzo è decisamente singolare. La 38esima edizione delle World Series ha evidenziato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, il dominio gli internet players. Tra la folta e vincente pattuglia si è distinto il nostro uomo: Daniel Schreiber. Dan si è aggiudicato uno dei braccialetti più ambiti: quello dell’evento numero 31, l’Heads Up Championship da 5000$ d’iscrizione. La vittoria in finale contro Mark Muchnik gli ha fruttato ben 425,594 dollari e il titolo di quinto ‘braccialettato’ più giovane della storia delle WSOP ( mancavano infatti 8 giorni al suo 22mo compleanno ). Per la cronaca il più giovane in assoluto è Steve ‘MrSmokey1’ Billirakis ( altro internet player ) che ha vinto il primo evento delle WSOP di quest’anno a 21 anni e 10 giorni. Dicevamo però che la storia di Daniel è tutta particolare. Prima però presentiamolo ‘pokeristicamente’: per chi ignorasse la fama del suo nome, Daniel è meglio noto come ‘Rekrul’. Andiamo però con ordine: Daniel nasce nel 1985 a Troy, cittadina dell’Ohio famosa per lo ‘Strawberry Festival’. La sua passione sono i videogame, in particolare uno però: StarCraft. Molti ottimi giocatori di poker ( soprattutto americani e coreani ) provengono da StarCraft, che, alla stessa stregua di ‘Magic’, rappresenta una sorta di anticamera del tavolo verde. StarCraft è un videogioco della Blizzard Entertainment, pubblicato nell’aprile del 1998. Appartiene alla categoria dei videogiochi di strategia in tempo reale ( Real Time Strategy, o RTS ). E’ un gioco nel quale non si hanno molte informazioni ed è basato su letture e scelte molto rapide. Vi ricorda niente? Daniel fa parte di un team di Starcraft, composto anche da ‘Elky’ ( primo Supernova Elite di Pokerstars ) e Nazgull ( altro poker pro ). Insieme a loro scopre il poker online: in chat su battle.net, un amico invita lui, Elky e Nazgull a seguire il torneo da 20 dollari che stava disputando. Nasce così il ‘Rekrul’ dell’hold’em (che però, ovviamente, continua a giocare a StarCraft, il suo nickname deriva proprio dall’ RTS più famoso). I primi depositi arrivano con soldi chiesti in prestito soprattutto ad Elky. Il nostro Dan va più volte rotto negli low stakes dato che giocava da ‘gangster’, ossia bluffando e insultano in chat i suoi avversari. Il suo approccio al poker è cambiato ( leggasi migliorato ) quando aveva oltre 100 dollari di debiti con Elky. Rekrul decise di mettersi sotto e fare qualche soldo con il cash game. Arriva a 1000 dollari, scoprendo poi l’esistenza delle bad beat. Di nuovo rotto e di nuovo altri 800 dollari chiesti ad Elky, che però durano lo spazio di pochi giorni. Dan pensava di non farcela, di non riuscire a diventare un buon giocatore ma decide di darsi un’ultima chance. Deposita di tasca sua 500 dollari…e fu l’ultimo deposito su Pokerstars. Passò ad un gioco molto più tight ma soprattutto imparò a rispettare i limiti di gioco. Il pensiero di perdere soldi veri e non virtuali lo spaventava ma allo stesso tempo gli permetteva di giocare meglio. Poker e StarCraft contribuivano però a non farlo andar bene a scuola. L’Università di Cincinnati non è tra le più proibitive d’America ma Rekrul andava male anche nelle materie più semplici. Lo status di studente però gli ‘serviva’ per dedicarsi al poker senza dover lavorare. I suoi genitori sapevano che giocava a poker tutto il giorno e, dopo due semestri, il padre non volle più pagare la retta dato che gli avrebbe trovato un lavoro in fabbrica. Daniel ha quasi 19 anni e medita di trasferirsi a Seul, in Corea. Il perché è presto spiegato. Fare il professionista di StarCraft si può, ma per la gloria. Per guadagnare anche qualche soldo bisogna trasferirsi in Corea. E qui arriva la bluffata al papà. Daniel promise a suo padre l’impegno necessario al college pur di continuare la sua avventura di studente e fu così che ebbe la retta pagata fino all’estate. Il realtà voleva solo continuare tranquillamente a giocare a poker senza l’assillo del lavoro in fabbrica ( Daniel ha lavorato solo una volta, d’estate, in una catena di montaggio della Honda ma fu prima di scoprire il poker ). In estate arrivò la pagella e il padre di Daniel disse, in perfetto gergo pokeristico, ‘gg college’. Il signor Schreiber, per tutta risposta, si sentì dire dal figlio ‘ok gg Usa. Vado in Corea’. Elky e Rekrul si uniscono al team Hexatron. L’avventura da pro di StarCraft durò 6 mesi. Per 4 mesi Dan ha lasciato perdere il poker ma quando si è reso conto di perdere troppo tempo, soprattutto per il fatto che i coreani erano troppo forti a StarCraft ( su tutti il guru Lim ‘Boxer’  Yo-Hwan ) ha iniziato a giocare a poker a tempo pieno quando il manager del team non c’era. Rekrul corrompeva i suoi compagni con gelati per coprirlo. Alla fine riuscì ad avere un bankroll utile per lasciare il team e andarsene a vivere da solo. Mentre però Elky si trasferì negli Stati Uniti, Rekrul aveva trovato in Corea quel mondo ideale che difficilmente uno abbandona. Oggi è ancora lì e per molti è un coreano di adozione ( è anche volto ufficiale di una pokerroom coreana ). Grazie all’affermazione alle WSOP di quest’anno, Rekrul non sarà più solo famoso per essere uno dei pochi ‘life-chat-ban‘ di Pokersters. Nulla di trascendentale. All’inizio della sua avventura di giocatore aveva rivolto numerosi e continui insulti a Lee Jones e soci ( alcuni davvero pesanti ). Insomma, il classicissimo ‘è tutto truccato’. Recentemente un altro pro di Pokerstars è stato ‘zittito a vita’: bel0wab0ve ( Kevin Saul ). Sicuramente Rekrul può apparire una testa matta ma di sicuro, ai tavoli cash di pokerstars ( prevalentemente 25/50 e 50/100 NL ) è decisamente una razionale macchina da soldi. La sua carriera pokeristica lo ha visto protagonista della classica trafila di tavoli cash. Questo perché tutti i vari pro che oggi guadagnano migliaia di dollari al mese conoscono la disciplina rapportata ai propri limiti e al proprio bankroll. Daniel ha sempre seguito la regola dei 25 buyins, soprattutto ai tempi dei tavoli low stakes. Per la serie: devi avere 250 dollari per giocare lo 0.05/0.10. Sudarsi i soldi fino ad arrivare ai 25 buyins, secondo Daniel, permette di minimizzare il rischio e di fare esperienza. Scendere sotto i 15 buyins significa scendere di livello finchè non si torna ad averne 25. Questo è anche il segreto per non andare in seria difficoltà col poker. Rekrul gli unici problemi seri li ha avuti a 19 anni. Era andato rotto su PS ma per i troppi cashout, si svegliava alle 11 di sera e andava a giocare al casino tutta la notte come un degenerato. A suo dire non ha mai tiltato al tavolo, anzi in alcune situazioni il nervosismo ha contribuito a farlo giocare in modo più aggressivo, risultando, alla fine, un vantaggio ( per lui ). Il consiglio di Dan per evitare i tilt? Rendersi conto che si possono fare un sacco di soldi col poker semplicemente ciccando per poche ore al giorno sul proprio mouse. ‘Rispetta il dono che hai ricevuto nella tua vita rispettando il valore del denaro e non lo butterai via come quelli dai quali invece prendi i soldi col poker. Se vuoi tiltare spendi i tuoi soldi in cose stupide che ti piacciono ma tratta il poker come un lavoro. Se no i soldi prima o poi li perderai’ è la frase che racchiude la sua filosofia. Una  cosa però Dan odia in maniera assoluta: la gente che si lamenta sempre e comunque delle bad beat: per lui sono parte integrante del poker e la gente dovrebbe abituarsi a darle e a riceverle. Su Pokerstars gioca indifferentemente short o full table e, da quasi un anno, si è specializzato anche negli Heads Up. Il braccialetto alle Wsop è la punta di un iceberg color verde dollaro: è passata alla storia una sessione Heads Up tra Dan e H@££INGGOL. Risultato finale: +200 mila dollari per Rekrul, che addirittura è stato accusato dallo svedese di aver trovato il modo di vedergli le carte. Daniel si definisce un giocatore razionale ma allo stesso tempo istintivo. Il suo stile può variare dal tight aggressive al loose aggressive, a seconda delle situazioni al tavolo. Per intenderci. Ci sono situazioni in cui con top pair e jack kicker devi puntare il piatto al river mentre in altra situazione devi fare check call o check fold con le stesse carte e lo stesso board. Variare il tuo gioco e giocare la situazione per quella che è ti fa diventare un grande giocatore. Rekrul è visto da molti come un autentico ‘maniac’ ma in realtà lui si vede estremamente tight. Noi, per ora, lo vediamo con un braccialetto al polso e un biglietto di ritorno per l’adorata Corea…bon voyage Mister Rekrul.

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