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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Dario Alioto e le Wsop: ‘Cosa conta davvero per un professional poker player?’

“Come è consuetudine ognuno vuole dire la sua anche negli argomenti più delicati. In realtà qui si tratta di concetti consolidati, ma non ho problemi a spiegarli nuovamente per chi fosse interessato”.

Dario Alioto, pro di Sisal Poker, risponde alle polemiche scaturite da alcune sue dichiarazioni in merito alla convenienza o meno di giocare le World Series Of Poker o, più in generale, degli eventi live. Un approfondimento necessario per ‘Ryu’, uno dei campioni del mondo in questa disciplina in Italia, che riporta fatti oggettivi e pensieri anche mutuati dai principali poker players che, difficilmente, sembrano criticabili e attaccabili. Un ragionamento lungo e articolato e concatenato che lasciamo come fosse un monologo dello stesso pro di Sisal.

 

 

PARTIAMO DA RE PHIL – “Prendiamo Phil Ivey, il giocatore più forte al mondo. Nessuno può avere la sua Edge, tuttavia ammette lui stesso di giocare le Wsop solo per “libidine” poichè antieconomico. Il suo Roi expected a fronte di un investimento di 250-500k dollari potra essere del 150/200% no? Bene questo significa che in una annata “normale” guadagnerà nei due mesi di Wsop circa 400k dollari, 280k al netto delle tasse.

Nel frattempo molti suoi colleghi hanno speso lo stesso tempo approfittando dell’afflusso di giocatori in delle partite dove 280k possono vincerli in un giorno contro il miliardario di turno che non ha la minima idea di quello che fa al tavolo.

 

E PER GLI ITALIANI? – Per chi va a giocare dall’Italia la situazione è ben peggiore, per riuscire a fare break even tolte le tasse e le spese serve un ROI medio superiore al 100%. Per fare break even appunto, nel frattempo sono passate settimane di lavoro dove non si è guadagnato nulla.  Tutto questo a che Pro?

C’è chi come Phil Ivey lo fa appunto per gratificazione personale, ma se un giorno decidesse di non sentirsi più gratificato dalle Wsop qualcuno potrebbe dire forse che è costretto a giocare da qualche regola non scritta?

Non credo, lo scopo del professionista è guadagnare dei soldi, se ritiene che un impegno nel poker live sia profittevole è suo “dovere” giocarlo. Rimane libero di sacrificare la propria aspettativa di vincita come fa Ivey, ma non si può proprio dire che valga anche il contrario.

Per quanto mi riguarda ho sempre giocato sia cash che tornei cimentandomi sia online che live. Il mio impegno nei tornei live è sempre stato mirato al massimizzare i profitti immediati e futuri derivanti dall’indotto scaturito dai risultati nell’ottica sponsor.

 

SE MANCA IL PIACERE – Attualmente il secondo elemento viene a mancare, la “libidine” passa facilmente quando pensi che hai fatto il record dei final table per gli italiani ( sette ), ma non hai mai vinto un all in decisivo in nessuno di questi.

Neanche quando ho vinto il braccialetto. Riuscii a vincere tutto senza showdown, con un hero call e giusto un paio di all-in vinti contro opponent supershort stack, inevitabili se devi arrivare primo!

Alla fine cosa conta davvero?

 

CONTA GUADAGNARE PER UN PRO – Io credo che quello che conti sia riuscire a guadagnare più soldi per più tempo possibile e le Wsop per uno nella mia posizione sono solo un modo per pagare il 43% di tasse, passare l’estate in un Casinò e sperare di avere un paio d’ore di fortuna al prossimo Final Table.

Per chi gioca ad Holdem è ben diverso, anche se rimangono tutte le problematiche che ho elencato i prizepool sono molto maggiori e il ROI atteso può essere molto superiore, a livello da poter rendere la cosa profittevole.

Io dovrei cimentarmi in tornei da 1500$ superturbo, dove l’edge è minima a causa della struttura, oppure nei Championship da 10k, dove uno come Ivey non può sperare in un ROI oltre il 50%.

 

I MODELLI DA SEGUIRE – Gli esempi di Antonius e Lamb mi hanno sempre fatto riflettere in questi anni, il primo non ha mai vinto un braccialetto e non ne sente la mancanza, badando al sodo. Il secondo ha fatto POY giocando solo 8 tornei! Dopodichè non si è fatto ingolosire e ha continuato a giocare giusto 3-4 tornei per series dedicandosi alle ghiotte partite cash. E ce ne sono tanti altri come Galfond, Durr e via dicendo, saranno degli scemi? Secondo me proprio no!

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