Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Due anni e mezzo per il riconoscimento definitivo del poker sportivo nel Coni

Prima il riconoscimento del poker sportivo tramite l’International Federation of Poker nel Cio e in Sport Accord, quindi l’ingresso nell’osservatorio Dsa, discipline sportive associate del Coni e così potrà iniziare il suo percorso per il riconoscimento come sport. Il percorso però sarà lungo e tortuoso visto che per l’ingresso in Sport Accord bisognerà aspettare la prima metà del 2014, poi l’osservatorio Dsa richiede ben 2 anni di valutazione per una disciplina che ambisce a diventare sport. E, da quello che è emerso da una lettera del Coni arrivata alla Figp, le valutazioni dell’osservatorio sono al momento bloccate per tutti gli sport.

 

Un bel progetto quello della Figp e i fautori dello stesso sono concentrati e motivati a raggiungere l’obiettivo dello sport pur sapendo che la sfida è davvero impegnativa.

Ma ricapitoliamo le tappe del percorso che potrebbero portare al riconoscimento del Coni.

NECESSARIO IL RICONOSCIMENTO DEL CIO – Il Coni ha detto chiaramente che uno sport per essere riconosciuto deve essere a sua volta compreso nelle disicpline del Cio e di Sport Accord. E il poker sportivo attualmente non rientra in questo elenco di livello mondiale.

INTERNATIONAL FEDERATION POKER E FIGP – L’International Federation Poker ha dichiarato, e questa è una notizia nella notizia, che nei primi mesi del 2014 il poker sportivo dovrebbe entrare come sport mentale nell’alveo del Cio-Sport Accord. La Figp ha assicurato, mostrando un attestato, di essere riconosciuta dalla IFP e di avere quindi le carte in regola per presentarsi poi al Coni e avviare quindi i processi di osservazione.

INGRESSO NEL DSA E LA LETTERA DEL CONI – Mancherebbe quindi questo passaggio per entrare nell’osservatorio Dsa dove, per due anni, una disciplina viene riconosciuta. Il segretario generale del Coni Roberto Fabbricini, facendo seguito alle richieste della federazione di Alampi, ha scritto che “è doveroso precisare che, qualora la disciplina del Poker Sportivo fosse riconosciuta dal Cio o Sport Accord la richiesta (di ammissione alla fase dell’Osservatorio Dsa, ndr) verrà automaticamente ripresa in considerazione e la Figp sarà l’organizzazione di riferimento della disciplina in Italia”.

I TEMPI – Come detto nell’attacco del pezzo i tempi sono estremamente chiari. La prima metà del 2014 dovrebbe vedere il poker riconosciuto sport da Cio o Sport Accord. Poi, se tutto va bene in questi mesi, si può entrare nell’osservatorio del Coni dove uno sport ristagna a ‘bagno maria’ per due anni. Il conto totale parla di 2 anni e mezzo prima di sperare di vedere il poker riconosciuto dal Coni e diventare disciplina regolamentata dallo Stato.

COSA SUCCEDERA’ ADESSO E FRA DUE ANNI E MEZZO? – Intanto la Figp è stata chiara. Non c’è niente di legale ancora. E questo è evidente per tutte le soluzioni proposte nell’attuale panorama pokeristico italiano. Però bisogna partire e armarsi per dimostrare che si può giocare un poker diverso, il poker sportivo 2.0. Significa montepremi più bassi, non premi in denaro ma tramite le carte di credito che Alampi ha presentato e tramite una costruzione delle categorie giovanili, dilettanti e un giorno professionistiche. Insomma, si giocherà a poker come se fosse un qualsiasi sport.

E fra due anni e mezzo, incrociamo le dita, quando il poker sarà sport ci vorrà anche un chiarimento importante a livello legislativo. Il Governo dovrà abrogare la legge comunitaria 88/2009 in quel comma che riserva il poker live alla regolamentazione statale, così da liberare definitivamente il settore e strutturare un’offerta sportiva nel Coni che in ogni caso è lo Stato. Perché, tramite parte del rake, si potrebbe finanziare il Coni così come una volta il Totocalcio lo faceva attraverso il gioco più popolare prima dell’avvento dello sports betting.

LA NOSTRA OPINIONE – Tutto sembra molto chiaro, lucido, trasparente ma allo stesso tempo complesso e lungo nei tempi. Quindi la Figp e chi vorrà credere in questo poker sportivo 2.0 dovrà impegnarsi molto e far passare un messaggio che per molti sarà difficile da digerire.

Servirebbe unitarietà nel settore e non divisioni e lotte intestine che creano solo mal di pancia talmente rumorosi da creare disturbi in grado di urtare la sensibilità di chi osserva il poker da fuori. La speranza è sempre una legalizzazione anche estremamente semplice e banale del poker live. Come sempre ribadiamo, l’importante è la protezione del gioco e del giocatore in ambienti dani e controllati senza rischi di blitz e denunce. Ad majora.

Cbet

Continuationbet nasce nel 2007 con lo scopo di offrire ai propri utenti gli strumenti necessari per migliorare le priprie abilità nel gioco del poker online e fornire promozioni e bonus esclusivi. Seguici anche sul primo poker online forum italiano.