Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

E’ pronta la legge sul poker live? Ma mi faccia il piacere!

Ormai andiamo dritti verso i 4 anni di stop e ‘santi benedetti’. A luglio 2013 la chiusura del poker dal vivo con il famigerato emendamento ‘Germontani’ compie 4 anni, appunto. Un ‘bimbo’ che di sicuro parla e cammina già solo. Forse già sa smanettare i tablet.

 

Purtroppo le sensazioni sono negativissime. Per la regolamentazione, ovvio. Dopo che il Governo Monti spinse per approvare tutto entro la fine dello scorso gennaio, i tecnici dell’Aams comandati dal dg Magistro, hanno fatto melina passando la palla alla fine al nuovo esecutivo. Anche se il vecchio aveva già detto cosa ‘dovevano’ fare da piazza Mastai.

Non era chiaro, era rischioso, è rischioso, si diceva. Il clima mediatico, poi, lasciamo perdere. Famiglia cristiana, Avvenire e Corriere dei Piccoli come l’avrebbero presa l’apertura di 1.000 sale da poker? L’abbiamo già visto e letto. Mentre passavano sotto banco miliardi di euro per aiutare altre aziende private. Questioni che non ci competono ma che ci fanno salire il sangue al cervello. Quello sì.

Insomma stiamo ancora aspettando (e siamo ad un mese dal compleanno) che il nuovo Governo dica qualcosa.

Cosa succederà? Ci sono speranze per la regolamentazione di un settore che in Italia vive ed è anche consentito da qualche Questura locale e da sentenze tuttavia legittime e che hanno analizzato il gioco con serenità e senza i paraocchi dell’antico retaggio del poker fumoso e da bisca?

Il sottosegretario all’Economia con delega ai giochi potrebbe essere (se Saccomanni decide di dare una delega sul gaming) Alberto Giorgetti, un politico che conosce bene il gioco e lo ha saputo amministrare con serenità quando era in carica un anno e mezzo fa: semplicemente ascoltando e dialogando e rispettando i piani fissati anche dal centrosinistra (non ci scordiamo che la legge Bersani 2006 aprì il mercato anche del gioco online). Con Giorgetti si avrà, se non altro, un approccio razionale e non chiuso come fu con i dicasteri di Monti.

L’altra speranza è la solita cifra messa a bilancio statale che conta ormai da anni su queste 1.000 concessioni da vendere sui 100.000 euro l’una. Non male per uno Stato che vorrebbe fare fuori l’Imu e abbassare le tasse no? Senza contare ai soldi che verrebbero asciugati dal sommerso.

Purtroppo ci raccontano di un personaggio abbastanza informato e rilevante che alla domanda di un collega che gli chiedeva di poker live abbia risposto con una smorfia eloquentissima. Ma mi faccia il piacere!

Pensiamo ad allevare questo ‘bimbo’ che c’è il rischio di vedere la maggiore età prima che qualcosa si sblocchi.  

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