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Filippo Bisciglia: ‘Un Mini Ipt nel segno del numero 4 e della positività’

 

Un torneo nel segno del numero 4 e la conferma che se c'è voglia e concentrazione Filippo Bisciglia del team pro Poker Club Lottomatica ha il carattere giusto per arrivare in fondo ai tornei di poker nazionali e internazionali. Dopo lunghi festeggiamenti per il terzo posto al Mini Italian Poker Tour Saint Vincent a cantare in pizzeria con la sua Pamela Camassa, Pippo si sveglia e ci risponde al telefono per commentare questa impresa!

Come è andata la storia del torneo? Gioco regolare o strappi decisivi lungo le classiche montagne russe? “Innanzittutto ieri ero stanchissimo, avevo rigiocato Gli Assi Di Poker Club un mese fa dopo un lungo stop ma giocare dal day1b per tre giorni e 14 ore al giorno contro 600 giocatori è stata durissima. Ma sono davvero soddisfatto della voglia e della testa che c'ho messo fino ad arrivare al terzo posto”.

Diciottomila euro vinti da payout ma in molti si chiedono: avete fatto deal al final table o tra i primi tre? “Qualcuno l'ha chiesto quando eravamo rimasti in 5 ma gli stranieri non hanno voluto e così ce la siamo giocata fino alla fine”.

Un torneo regolare o complesso con colpi che ti hanno cambiato prospettive e gioco? “Beh alla fine del day1a ho avuto una mano molto fortunata – ci racconta Filippo – su un set over set ho chiuso addirittura poker al river con un 4. Io ho set al flop ma l'avversario con KK pesca il terzo al turn e arriviamo ai resti. Ho pensato, ma possibile che io debba uscire sempre così? Poi quel 4 che mi ha fatto urlare e cambiare idea: ho capito che quello sarebbe stato il mio torneo!”.

Ma quel 4 poi si rivelerà anche un nemico: “Il giorno successivo mi ritrovavo tra i primi tre del chip count ma un altro 4 mi ha ucciso chiudendo un incastro al river del mio avversario in quello spot. Mi accorcio fino a 26.000”.

Quando si dice che nel poker il mindset è fondamentale: “Non mi sono abbattuto e non ho pushato con carte marginali con la fretta di riportarmi in average. Quindi non sono uscito, ho gestito la mia mentalità perché questo torneo volevo giocarlo davvero bene”.

Poi un altro 4 lo uccide di nuovo: “Rivado sopra in chips ma un altro colpo mi riazzoppa. Poi però ho 2uppato e sono ripartito alla grande fino ad arrivare al final table partendo, scherzo del destino, dalla quarta posizione!”.

Alla fine Filippo chiuderà terzo dietro due stranieri: “Posso dire che ha vinto chi ha giocato molto bene, se lo merita. Tra i tanti messaggi di sostegno c'era anche quello di Flavio Ferrari Zumbini che mi incoraggiava a tenere il trofeo in Italia. Ma sono uscito, primo degli italiani, solo in terza posizione”.

Il segreto, ricapitolando, è stato la gestione del tilt, del mindset e del torneo nel suo complesso e, come dice Bisciglia, la positività: “Ho giocato veramente concentrato e ho capito che quando ho voglia e mi va gioco davvero bene. All'Ept di Sanremo alle 17 del giorno prima del final table avevo 1.4 milioni di chips che ho poi dilapidato totalmente quando il chip leader si è seduto al tavolo finale con 1.6 milioni. Intanto ho già il desiderio di sedermi di nuovo al tavolo domani (oggi al day1b del main Ipt, ndr) e giocare. L'importante però è essere positivo”.

Il poker specchio della vita insomma? “E' un momento molto intenso, Pamela sta lavorando molto in tv e mi vedeva demoralizzato nei mesi scorsi. Invece ho ripreso a fare provini, mi sta girando tutto bene perché sento positività intorno a me ed è questo quello che conta. AK contro AQ prima pensavo che una 'donna' mi avrebbe sorpassato nella mano invece ora ci metto maggiore convinzione e, anche se so che non è così, però sembra che succeda il contrario”.  

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