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Full Tilt Poker: accordo saltato tra DoJ e Tapie e spunta PokerStars

Sono solo indiscrezioni in questo momento riportate su alcuni siti esteri e da alcuni utenti di Twitter ma pare che sia ormai fallito il tentativo di arrivare ad un accordo tra il Group Bernard Tapie e il Dipartimento di Giustizia Usa per l’acquisizione di Full Tilt, la poker room a cui l’Alderney Gambling Control Commission a luglio aveva revocato la licenza, a seguito delle gravi irregolarità della stessa compagnia riscontrate sul mercato statunitense.

Qualcuno parla di “irrisolvibili complicazioni legali” e dal mancato accordo sul piano per restituire ai giocatori i fondi congelati dall’operazione del Department of Justice statunitense nello scorso aprile.

Ecco il comunicato ufficiale del Gruppo Tapie

Ma a breve, come pare abbia ammesso lo stesso Tapie, dovrebbe arrivare la conferma della rinuncia definitiva del gruppo del magnate francese all’acquisto.

Tuttavia è un altro il rumour che lascia un po’ tutti perplessi e stupefatti: dal solito forum 2+2 si afferma che PokerStars, pare, sia riuscita a soffiare a Tapie l’accordo con il DoJ per la ripresa di Full Tilt. Un colpaccio da ‘calciomercato’ che vale però un’operazione da quasi 1 miliardo di dollari viste le cifre in ballo e soprattutto un danno enorme per Tapie, che comunque ha già ammesso di voler rinunciare PokerStars o no, che aveva lanciato e rilanciato le operazioni con l’acquisizione di personale in Irlanda e con la fondazione di un’impresa nuova chiamata appunto New Full Tilt Ltd.

Pare che circolino già le condizioni che i giocatori saranno rimborsati al 100%, i due siti funzioneranno indipendentemente e avranno proprie promozioni autonome. Qualora fosse confermato tutto questo PokerStars diventerebbe il leader indiscusso del poker mondiale.

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A lanciare la news su Twitter pare sia stato Alexander Dreyfus, proprietario di Chili Poker, un concorrente di PokerStars che scrive, infatti, ‘i’m impressed’. La cifra dell’operazione dovrebbe aggirarsi sui 750 milioni di dollari compresi i rimborsi di tutti i players. Tutto al condizionale, comunque, perché non ci sono comunicati ufficiali.

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