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Full Tilt Poker e l’Italia: l’ipotesi di un network di skin con PokerStars

Le ultime indicazioni sembrano assicurare che Full Tilt Poker non riaprirà il sito che aveva lanciato in Francia e PokerStars non sembra avere intenzione di creare dei doppioni in paesi come l’Italia, la Spagna, il Belgio. Tuttavia ci sono già alcune voci che sembrano aprire delle prospettive diverse per l’Italia per il brand di Full Tilt. Riguardano le potenzialità del software e della rete di affiliazioni che era una delle migliori del mondo con delle offerte e sistemi vip invidiabili da tutti i competitors.In poche parole pare che PokerStars voglia completare l’offerta di gioco potenziando la sua liquidità con la creazione di un network che, grazie al software di Full Tilt, potrebbe vendere delle skin entrando in concorrenza in un mercato a parte dove tanti network hanno costruito finora la loro fortuna.

Un’ipotesi senza grossi fondamenti ufficiali. Tuttavia solo riproponendo il software e il brand di Full Tilt, PokerStars riuscirebbe a completare la sua offerta sfruttando poi una liquidità unica come accadrà nel dot com e nel dot eu. Un vantaggio sicuro anche in una prospettiva, lontana ma concreta, di un mercato unico e di una liquidità condivisa tra paesi regolamentati.

Dicevamo però che le indicazioni parlano di una room aperta solo in ambienti dot com e dot eu.

In Francia le speranze di rivedere Full Tilt sono a zero. Le complesse situazioni del mercato transalpino oberato da tasse e con poker room che chiudono i battenti cadendo una dietro l’altra, offrono uno scenario tremendo in cui operare. E poi c’è da risolvere la questione della licenza che l’Arjel aveva sospeso. In verità l’authority francese aveva aspettato fino all’ultimo che la Red Room risolvesse istantaneamente i suoi problemi. Poi lo scandalo legato allo schema di Ponzi messo in atto dai maggiori azionisti convinse l’Arjel a chiudere la porta a Ftp.

Anche in Spagna il mercato basta e avanza per PokerStars. Così come in Belgio dove l’esclusione di tantissimi competitor favoriscono PokerStars che opera tranquillamente quasi in un regime di oligopolio.

Rimane l’Italia. Come detto le indicazioni ufficiose dicono che Ftp non riaprirà con il dot it. Le modalità di rimborso potrebbero prevedere degli accrediti su PokerStars con i players in grado di decidere se scaricare la cifra di cui erano creditori o lasciarla online per rigiocare a poker con un nuovo bankroll. Ma come deto, in linea generale, PokerStars ha l’opportunità di completare la sua offerta con un software che era apprezzato da tantissimi players italiani. Un sondaggio di Gioconews.it effettuato a pochi mesi dal Black Friday, indicava come l’80% di centinaia di giocatori avrebbero ripuntato soldi su Ftp. Un’indicazione importante per il mercato che potrebbe far riflettere i vertici di Stars.

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