Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
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Full Tilt Poker riapre ma chiude la porta agli italiani con un messaggio

“Sfortunatamente non siamo ancora in grado di permetterti di accedere al tuo account di Full Tilt Poker. Questo è dovuto al fatto che Full Tilt Poker, al momento della chiusura, non disponeva di un sito con licenza per l’esercizio di gioco a distanza in Italia.
Come conseguenza, si è creata una situazione molto complessa da un punto di vista legale, che riguarda i fondi presenti sugli account dei giocatori italiani e la possibilità da parte nostra di poterli rendere disponibili ai rispettivi proprietari.
Per mesi abbiamo lavorato diligentemente con i nostri consulenti legali italiani e con le autorità competenti per trovare una soluzione.
Non è ancora chiaro come faremo a risolvere questa situazione in maniera conforme alle normative italiane. Siamo veramente dispiaciuti e stiamo facendo il possibile per trovare una soluzione. Ti aggiorneremo nuovamente non appena saremo giunti a una conclusione”. Eccolo il messaggio che, pur essendo ampiamente previsto e anticipato da settimane, avrà deluso i poker players italiani dal momento in cui Full Tilt Poker ha riaperto i battenti oggi.

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Software scaricabile, ed è lì che parte l’illusione, ma il messaggio di cui sopra blocca i players italiani che non potranno giocare sulla red room. Almeno per ora ma, forse, per sempre. A meno che PokerStars, titolare della room rilevata dopo il Black Friday con un accordo con il DoJ Usa, non cambi strategia di marketing e decida di ottenere una concessione anche in Italia.
In Francia e in Spagna non ci saranno problemi di rimborso. Ftp aveva una licenza Arjel mentre in Spagna il gioco online era ancora fermo e ora si potrà comunque passare per PokerStars per ottenere i rimborsi.

In Italia gli accordi sono in alto mare. C’è da capire come ‘aggirare’ il problema di far rientrare negli e-wallet degli italiani questi soldi senza tenere conto che veniva giocati su una room ‘dot com’. Tuttavia Pocket Kings aveva deciso ormai di prendersi la licenza Aams e un progetto sembrava dovesse essere esaminato proprio in quei giorni in cui si scatenò l’ira del Dipartimento di Giustizia Usa con la chiusura della room. Potrebbe essere questa una possibilità in grado di ammorbidire la situazione?

In molti rimangono dell’opinione che solo tramite bonus sbloccabili questi soldi potranno essere trasferiti ai giocatori italiani. Un modo per ‘pagare dazio’ all’erario italiano. Una sorta di scudo fiscale per il poker online italiano. Di sicuro i giocatori vanno tutelati e i fondi devono rientrare in qualche modo.

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