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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Gaetano Preite: ‘Vi racconto il mio main event delle World Series Of Poker’

Ha finito la sua corsa in 48esima posizione al main event delle World Series Of Poker. Gli amici player lo chiamano ‘Don Tano’ ed è sponsorizzato da MinnieBet.it. Gaetano Preite è un super regular del PPT dove vanta ben 4 tavoli finali e dove ha scritto la storia di questo torneo insieme a tanti altri risultati tra Italia e Las Vegas. Il player di Taurisano, cittadina in provincia di Lecce, si era riscaldato con un paio di itm in tornei DeepStack del Rio per poi tirare fuori dal cilindro una grande prova al main event.
Come è andata insomma? Rimpianti? “Non sono contentissimo e ho ammesso di aver commesso un errore di valutazione che ha condizionato poi il resto. Sono comunque consapevole di cosa significhi giocare il main event delle Wsop e solo chi arriva cosi in fondo può capirlo. Qualcuno mi ha detto che sono treni che passano una sola volta nella vita. Ma, se non sbaglio l’anno prossimo dovrebbero rigiocarlo questo torneo no?”, scherza Preite.
Giocate light, coraggiose, spensierate, ma misurate. Un modo di approcciare il main event che ha ricordato quello di Filippo Candio, miglior risultato di sempre in questo evento: “Filippo lo conosco e siamo amici, mi ha mandato un messaggio privato su Facebook durante il day6, proprio mentre giocavo, purtroppo siccome avevo ricevuto molti messaggi privati non lo letto in quel momento. Peccato perché se l’avessi letto prima credo che l’epilogo sarebbe stato un’altro”.
Tempestato di messaggi si dice? “Una miriade e ancora oggi me li sto leggendo piano piano e
devo dire che non mi aspettavo che la gente si comportasse cosi. Vuol dire che ho fatto una buona impressione alle persone che mi hanno scritto”.
Parliamo del torneo che offre tantissime sfaccettature strategiche, moltissimi approcci vista la struttura lunghissima e giocabilissima. C’è chi aggredisce sfruttando la paura dei primi livelli, chi aspetta, chi semplicemente gioca come sa. Tu? “Secondo me al day1 l’importante è non rischiare di andare out. Si parte con dei bui molto bassi e uno stack considerevole, quindi io ho giocato molte mani ma sempre cercando di mantenere i piatti bassi pot controllando per non rischiare di andare rotto e uscire. Puntavo molto sulle giocate preflop ma anche post flop ho fatto molta action”.
Sembra aver funzionato? “Sono stato un po’ sfortunato e ho chiuso a 24.000 chips riuscendo a foldare anche i Kappa su un flop con Q-7-3 con 2 quadri ma c’erano ben due all in pim di me. Credo essere un player che gioca a poker basandosi sulla persona e cercando di studiare l’avversario
per affrontarlo sotto l’aspetto psicologico, infatti gran parte dei piatti li vinco in bluff e non sono d’ accordo con chi gioca sempre e solo standard”.

Si dice che i tornei e i risultati si ottengono spesso anche foldando: “Al terzo livello del day2 con 80.000 chips sotto average ho fatto un fold difficilissimo ma determinante.

Un player da utg+1 apre, middle call, io da piccolo buio tribetto, lui mi fourbetta e io con le dame in mano sotto average ho foldato. E lui aveva gli Assi ma anche un tell grosso come una casa che mi ha convinto a passare la mano. Chissà in quanti avrebbero foldato le dame al day2 e sotto avg con la speranza di 2uppare?”.
Eppure c’era anche un handicap bello e buono per chi gioca tra il soft play e il trash talk: l’inglese! “Non lo parlo molto e per il mio gioco era difficile non poter interagire con i giocatori al tavolo come faccio sempre. Però sono riuscito a parlare molto e, facendo finta di non capire o sbagliando parole e vocaboli alla fine sono riuscito a trarre comunque vantaggio”.

Giochi il main event da diversi anni ma stavolta hai spaccato! Cosa pensi di aver sbagliaot in passato? “Lo scopo delle giocate. Il main è un torneo molto particolare ma va affrontato con semplicità. Il concetto è non mettere mai a rischio l’intero stack perché il torneo è lunghissimo. Evitavo di massimizzare troppo le giocate vincenti tanto non devi avere un miliardo di chips ai primi giorni. Serve arrivare al livello successivo mantenendosi in media o qualcosina in più ma senza rischiare molto”.

Ora giochi con MinnieBet.it? “Io gioco da 4 anni a poker e da 3 come professionista. Ho giocato sempre su People’s e ora sono su Minniebet.it che mi ha offerto un qualcosa di irrinunciabile viste le condizioni attuali del mercato e sono tornato dopo che il team pro di People’s non ha rinnovato gli accordi. Sto giocando anche su PokerStars e ho raccolto davvero molto sia mtt che cash game”.

Las Vegas sempre nella testa e nel destino? “Se non avessi trovato un contratto adatto alle mie esigenze, ero già pronto per trasferirmi a Las Vegas, aveo già parlato con la mia famiglia e con il mio amico Fabio Coppola che mi aveva invogliato l’anno scorso a traferirmi lì. Ma non è detta l’ultima parola”.

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