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Giampaolo Cappiello Td GT Poker San Marino: ‘In due anni 15 giorni di ferie ma amo il mio lavoro’

In due anni di lavoro ha potuto usufruire di appena 15 giorni di ferie e ormai alla GT poker room di San Marino è una presenza fissa e una garanzia che ogni torneo filerà via liscio e sarà un successo, comunque vada. Tra i tournament director italiani brilla sempre di più la stella di Giampaolo Cappiello, sostanza e immagine, un mix che tra i tavoli funziona alla grande. “Sì è vero sono quasi due anni che la poker room GT San Marino è aperta e io sono qua praticamente tutti i giorni in cui si gioca. Amo il mio lavoro e stiamo crescendo sempre di più, specie nei tornei settimanali che sono comunque il nostro 'pane quotidiano'. Ma quanti eventi belli ci sono stati e siamo felici di continuare ad ospitarne altri ancora più importanti”, esordisce Cappiello. 
Partiamo dallo staff interno ormai rodatissimo: “Tutti i dealer ormai sono formati a San Marino e proprio negli scorsi mesi c'è stato un nuovo corso che ha valorizzato ancora di più le nostre risorse. Si tratta di una garanzia di solidità per la gestione degli eventi di quegli operatori che si avvicinano alla nostra room e alla location della Repubblica. Lo scorso anno è stato ottimo e speriamo di proseguire con questo trend”. 
 
Quale torneo vorresti vedere alla GT Poker? “Più che un torneo in particolare vorrei che si potesse giocare il cash game nella nostra sala e a San Marino (il governo è ancora in una lunghissima pausa di riflessione su questo argomento e sulla proposta dei Giochi del Titano, ndr), è il vero pezzo mancante di una sala che lavora sempre di più a pieno regime”. 
 
Passiamo al tuo lavoro, qual'è stata finora la decisione più difficile che ti è capitato di prendere in un torneo live? “Non ci sono state situazioni molto complesse in realtà. Una volta ho dovuto squalificare dal torneo un giocatore a causa del suo comportamento maleducato e irrispettoso nei confronti dell'avversario (torneo Heads up) non si è voluto alzare per la penalità, mi ha sfidato dicendo di chiamare i carabinieri, che lui non si sarebbe alzato. Senza pensarci due volte ho chiamato la sicurezza e l'ho fatto allontanare dalla sala. Poi ho chiamato la Gendarmeria visto che il giocatore continuava a dare fastidio fuori dalla sala. Per il resto solite cose da tornei, fare callare degli All-in a giocatori distratti, foldare delle mani sempre perché distratti durante l'action, ricostruire uno stack al ritorno dalla pausa, perché durante il chip race il floor ha unito le fiche di posto otto con quelle di posto nove ma questo grazie alle telecamere è stato facile”. 
 
Si parla spesso di regole e di interpretazioni controverse. Fermo restando che già c'è uno standard, auspicheresti una serie di meeting tra floorman e td in Italia per rendere ancor più uniforme il gioco? “Sì, sarei d'accordo anche se penso che più o meno adottiamo tutti la stessa linea, tolte quelle situazioni dove spetta al floor o TD interpretare al meglio la situazione e in quei casi in cui può esserci differenza di regolamento. Il problema più grande proviene da certi circoli dove applicano il regolamento più morbido e quindi i giocatori non si integrano con il regolamento applicato nelle sale”. 
 
Quale torneo importante sogni di dirigere o quale player sogni di incontrare e poi c'è un tuo punto di riferimento nella direzione torneo? “Ultimamente cominciano ad arrivare le prime chiamate per andare a dirigere tornei all'estero ma ho dovuto rifiutare perché in calendario avevo anch'io degli eventi esterni e pertanto non potevo lasciare la sala. Penso che dirigere tornei all'estero o in Italia sia sempre e comunque una bella esperienza per un TD. Alla GT Poker sono cresciuto e sto benissimo e gli sto dando l'anima e continuerò a dargliela. Nonostante questo credo che  dirigere un evento di PokerStars insieme allo staff Pagano Events, che a mio parere sono i migliori nel settore, sarebbe  un sogno. Come players non ho grandi preferenze anche perché una volta al tavolo per me i giocatori sono tutti uguali. Il mio punto di riferimento nella direzione dei tornei invece è Rudy Zirio”. 
 
Una domanda a piacere? “Allora chiedimi: ma sei così tanto bello di tuo o sei ricorso alla chirurgia estetica? Scherzi a parte più che una domanda a piacere vorrei approfittare dell'intervista per ringraziare il dottor Salvatore Caronia per avermi dato fiducia e aver investito su una figura nuova e giovane nel mondo del poker. Una fiducia che, a conti fatti, non ho deluso e ne sono contento”, conclude Cappiello. 
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