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Gianluca Marcucci: ‘La scalata di Rocco ci ha regalato un sogno e senza cuore non si vince nulla’

C’è un percorso da fare a piedi che parte da Claviere. Il mio villaggio. Dall’arrivo delle piste costeggia il letto della Dora e si inerpica su un sentiero ripido tra larici, pietraie sempre più scoscese ed una rara macchia di verde. E’ una strada tutta in salita dove non è possibile riprendere fiato, nessun pianoro, nessun punto dove potersi ristorare. Dopo 6 ore di cammino si arriva fino a 3130 metri in cima al monte Chaberton, dove è ancora visibile il vecchio forte.E’ ancora lì, tenuto insieme dal ricordo di chi non vuole dimenticare la grande guerra e dalla memoria di chi conosce la storia dei portatori, che giorno dopo giorno percorsero quel sentiero con il sole, con la pioggia e con la neve per fornire cibo, acqua e munizioni ai soldati trinceati ad alta quota.
Spesso noi Italiani abbiamo la memoria corta e siamo portati a dimenticare questi, come altri eroi del passato. Nessuno ci parlerà mai degli uomini di quel forte o del sacrificio di quei volontari che nessuno obbligava, ma che non si tirarono mai indietro.
Perdonatemi la piccola premessa. Ma i 3130 mt di altezza somigliano molto ai 3000 iscritti di un torneo alle world series e la determinazione dei portatori al pragmatismo di chi quel torneo è riuscito finalmente a vincerlo.
Andando avanti.
Obbligandosi a credere che esiste sempre una possibilità di potercela fare, una caratteristica tutta italiana che non è andata persa con il tempo.
Sono cambiati i campi di battaglia. Niente più guerre per fortuna, ma comunque sfide nuove ed appassionate che coinvolgono un popolo.
E successo ieri a Las Vegas dove Rocco Palumbo ha messo in fila 2949 giocatori di tutto il mondo vincendo un braccialetto che da anni sembrava diventata una maledizione. Un torneo difficile ai limiti dell’impossibile, eppure lui ha lottato, si è imposto, ha sfatato le statistiche ed alla fine ha alzato al cielo una immaginaria coppa dei campioni e riportato finalmente l’Italia ai vertici del poker mondiale.
Ma succederà anche tra poco, in campo nella semifinale del campionato europeo di calcio. Dove i nostri undici leoni faranno l’impensabile per avere la meglio sulla Germania.
In tutta questa nostra voglia di vincere non c’entrano il governo, le bugie, la politica, ma solo la storia. Siamo Italiani. Abituati storicamente a lottare contro tutto, a stringere i denti e difendere le nostre ambizioni, le nostre speranze e tutto quello che potrebbe rendere la nostra esistenza indimenticabile.
Questa vittoria e tutte quelle che verranno in futuro, perché sono sicuro che ne arriveranno ancora, servano a non far dimenticare che noi italiani abbiamo tecnica, cuore e disciplina e sappiamo portarli allo stesso punto di fusione, attimo dopo attimo, passo dopo passo, con sacrificio, passione e determinazione. Tanto negli sport quanto nella vita di tutti i giorni.
Quello che si improvvisa o si tenta di fare senza cuore, non è mai destinato a durare.
Grazie Rocco, ci hai regalato un sogno.
Forza ragazzi, stasera facciamoli a pezzi.
Oggi più che mai mi sento fottutamente italiano.

Un grande in bocca al lupo dall’Orsetto tricolore.

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