Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Giorgio Silvestrin: ‘Ecco il team poker pro ideale’

Molte volte ho detto che il poker é uno spaccato della nostra società , uno specchio dove tutto si ritrova spesso ingrandito, esagerato a volte esasperato ma sicuramente simile alla real life e l’inizio del 2014 ne é stato l’ennesima conferma.I social network in questi giorni sono pieni a vario titolo di post dei moltissimi players sponsorizzati messi out dalle rispettive rooms. Ma come mai? Facile sarebbe dire che il motivo fondamentale é che i tempi sono cambiati e i soldi finiti(o diminuiti) ma credo che coglieremo solo in parte il vero senso del problema.
Già in passato mi sono soffermato sull’argomento in un precedente post dove evidenziavo una clamorosa “svista” generale dove si confondeva il testimonial con lo sponsorizzato e non si pesava a sufficienza ciò che il giocatore live puó e , permettetemi , dovrebbe dare al di la dei meri risultati al tavolo.
Ora naturalmente non voglio entrare nel merito delle strategie aziendali di chi in questi anni ha fatto certe scelte, non spetta certo a me, tuttavia voglio tornare sulla mia personalissima convinzione e cioè sul fatto che il poker live é ed é stato viziato da sempre da politiche e scelte a dir poco discutibili. Aver riempito i tavoli live di patchati provenienti quasi esclusivamente dall’online é di per se una contraddizione, l’approccio al gioco é diverso, le strategie sono diverse, la tecnica e la dedizione (in termine d’impegno e di tempo ) sono diversi, la concentrazione, i luoghi…tutto é diverso a parte le regole; se dovessimo parlare in termini calcistici sarebbe come parlare di calcio o calcio a cinque. Intendiamoci non voglio assolutamente giudicare le due modalità nel senso che una sia meglio o peggio dell’altra semplicemente dico che SONO DIVERSE e come tali dovrebbero essere trattate.
Se é vero come é vero che una room guadagna sui giocatori e si serve di alcuni grinder per attirare parte di questi creando delle reti e sottoreti utili a far profit é altrettanto vero che questi difficilmente potranno attirare nuovi giocatori alla room se non hanno un giusto appeal e un altrettanto giusto approccio al tavolo live, altresì non si puó quantificare a priori quanti nuovi giocatori si avvicinano ad una room identificandosi ad un “modello” di giocatore live, a quel giocatore che al tavolo sá creare quella giusta atmosfera fatta da un mix di simpatia,empatia e piacevolezza che permette di trascorrere ore ed ore in uno spazio ristretto in maniera positiva e conviviale,quel giocatore che,munito di intelligenza e cultura media,sappia interfacciarsi con i media, quel giocatore per dirla alla vecchia maniera che “fà pubblicità”.
Se si continuerà a non trovare il giusto equilibrio tra i leciti diritti imprenditoriali di chi deve fare profit e la necessità dei giocatori live di fare ciò che sanno fare questo gioco perderà in visibilità mediatica,i tornei live perderanno molti dei top players ai tavoli e di conseguenza anche molti altri players non si iscriveranno, già le prime avvisaglie ci sono con il “successo” dei tornei live cosidetti low coast a cui(e non è certo a caso) i pro si riavvicinano quando perdono la patch. Certo la pubblicità “costa” in qualunque forma e questo è il vero punto ; tale costo è sostenibile?? Io penso di si se fatto con la giusta ottica e con gli strumenti giusti.
Un altro controsenso in termini assoluti è il fatto che gli organizzatori di eventi live non si siano mai prodigati in tal senso, ma non è forse quello il loro lavoro? Non guadagnano forse loro con l’organizzazione dei tornei? Non avrebbero forse benefici da testimonial in grado di attirare con la loro presenza nuovi players ai tavoli e che magari spiegassero le varie caratteristiche e vantaggi delle nuove o vecchie formule dei tornei proposti (freeze out, accumulator,re entry rebuy ecc) senza lasciare tutto al CASO?
Un team che nasce dovrebbe avere un obiettivo ben preciso: non lasciare nulla di intentato e rivolgersi a TUTTI i target, giusto quindi nel team é avere il grinder online così come il giocatore live, la giovane promessa e il più esperto volpone, lo spewer e il meditativo.
Il significato letterale del termine team è squadra, gruppo di persone che lavorano insieme per raggiungere uno o più obiettivi in comune. Nel gruppo il singolo conserva la propria individualità ma condivide con gli altri il raggiungimento dell’obiettivo.
Queste sono nozioni base nel marketing e nella gestione delle risorse umane che a prescindere dal settore su cui si applicano sono il vero patrimonio di ogni azienda .
Ora si vedono i primi passi e finalmente alcune importanti organizzazioni LIVE (a cui vanno i miei complimenti) cominciano a comprendere e si stanno muovendo per stringere accordi commerciali di marketing e immagine. Speriamo sia la strada giusta e che venga seguita anche dagli altri al più presto perché credetemi serve linfa nuova a questo a questo settore(basti guardare gli ultimi dati del gioco online)

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