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Giuliano Bendinelli e la sua Monaco Cup: ‘Ho giocato senza paura e il morale ora è alle stelle’

Lui sa come giocare, sa quando metterle nel mezzo, quando aspettare e quando sfruttare le paure altrui. Online vince bene ma, si sa, la varianza live rischia di non dire la verità sul valore di un giocatore. Ma Giuliano Bendinelli, 23enne di Genova e poker player professionista ormai da tempo, ha finalmente piazzato il colpo dal vivo che gli serviva e aspettava vincendo la Monaco Cup per quasi 100mila euro. Un evento che concludeva la lunga e ricchissima kermesse della Grand Final dell'European Poker Tour PokerStars a Monte Carlo.

Un Bendinelli che ci credeva e che era rimasto praticamente da solo se non fosse stato per l'amica Carla Solinas rimasta al suo fianco a tifare e a sostenerlo: “Sì era l'ultimo evento e nella sala dei tornei c'ero praticamente solo io tra i tanti italiani che erano a Monaco. Nelle altre sale c'erano Della Tommasina e Petrucci che poi non ho più visto”.

Un risultato che ci voleva proprio eh? “L'aspettavo e speravo che sarebbe arrivato. Ho vinto tantissimi tornei online e ho acquisito un'esperienza che mi rendeva fiducioso anche nel live. Ero conscio di come stessi giocando bene. Poi, lo ammetto, in un torneo del genere (seppur da 1.100 e montepremi garantito da 500mila euro, ndr) con la struttura collassata e il gioco che si era ormai spostato tutto preflop sono stato molto fortunato e ho vinto praticamente il 90% degli showdown”.

Com'era il field dell'evento? “Secondo me era fanta polarizzato, cioè, su 400 partecipanti 350 erano scarissimi e 50 fortissimi. C'erano giocatori molto forti online e alcuni mostri sacri ma, come detto, c'erano anche tantissimi signori francesi che non sapevano tenere le carte in mano”, spiega Bendinelli.

Com'è andato il torneo? “Fino a 20 players left ho avuto quasi tutti tavoli facili. Ho spinto come un matto in bolla dove ho contato 20 mani di fila vinte uncontested. Puntavo sulla paura degli avversari in quella fase del torneo. Poi nel finale ho avuto un tavolo con alcuni pro skillatissimi tra cui Levi che stava giocando, nel frattempo, un tavolo finale Scoop PokerStars.com col pc. In questa fase c'è chi mi ha messo in grande difficoltà e mi sono dovuto liberare di loro tramite cooler o in showdown preflop. Su questi avversari sentivo di non avere la stessa edge dei primi livelli”.

Sembra di capire che tu abbia giocato come se stessi a casa davanti al pc e non a Monte Carlo con 500mila euro sul tavolo: “Sì in effetti la struttura era anche molto simile. Si giocava spesso in average 25-30 bb ed ero confidence perché ho giocato miliardi di tornei e di fasi pre final table. Ho fatto tutto quello che dovevo fare, call in sho, open push e tutto è andato bene”.

Con questa vittoria chiudi un periodo denso di eventi: “Venivo dalle PokerCluc Live Series Venezia dove ho fatto runner up al side event di Omaha, dall'Ipo Campione dove sono uscito in pre-bolla sia al main event che all'high roller e a Sanremo Ipt Grand Final ho giocato main, high roller e 3 side. A MonteCarlo venico da un 2mila bounty e un mille turbo”.

E quindi la shottata: “Non la considero proprio una shottata. Penso che avrei potuto vincere molto di più negli eventi precedenti. E' ovvio che io sia soddisfatto. Non solo per i soldi ma anche e soprattutto per il morale perché il colpo almeno una volta lo devi piazzare. Poi la picca è bellissima e la guardavo e la riguardavo in heads up. Mentre non ho guardato il board nello show down finale quando in all in A5 io contro A6 il dealer ha distribuito KQ2, un 3 e un 4 che mi fa chiudere scala e che mi fa vincere la Monaco Cup”.

Tant'è che Bendi si è lasciato andare ad un'espressione insolita per lui agli showdown: “Sul 4 al river talmente non ci credevo che devo aver esultato dicendo proprio qualcosa del tipo 'non ci posso credere'. Di solito cerco di non avwere reazioni quando vinco o perdo i colpi in showdown. Credo di essere molto 'nordico' in questo. Anche a Monaco ho detto solo qualche 'very good game' e 'my pleasure' per esprimere la felicità di aver avuto al tavolo alcuni giocatori davvero bravi”.

Pensi di sfruttare quindi molto le tue caratteristiche online nel live? “La strategia live e online è sempre quella di fare il primo posto. Nel live ovviamente è tutto molto diverso per la solita storia della varianza. Però live credo di giocare molto meglio di tanti altri. Metto in mezzo le chips senza paura, so quando metterle e ho un vantaggio sulla maggior parte dei giocatori che circolano. Su un final table medio gioco quasi sempre molto bene. Credo che il mio modo di giocare sia corretto. Pochi risultati sì ma quando arrivo prendo molto bene”.

Capitolo Wsop, Bendinelli ci sarà? “Penso di sì ma non ho ancora schedulato nulla. Se dovessi andare gli appassionati vedranno un Bendinelli che farà 0 itm o che andrà in fondo ai tornei prendendo risultati di spessore. Si parte con poche chips e field enormi. Quando vai deep poi puoi cominciare a martellare, nella zona bolla ancora di più e in quelle pre final table prenderò ancora più vantaggi. Mi fermerò solo se c'è qualcuno che mostra di avere meno paura di me”.

Sei praticamente un libro vivente e tutti ormai hanno impresso nella mente il tuo modo velocissimo e precisissimo di raccontare degli spot. Per quello non ti ho telefonato appena ho saputo che avevi vinto: avremmo fatto le 6 del mattino! “No assolutamente! Ho visto talmente tanti showdown che stavolta non li ricordavo neanche io (se la ride Giuliano, ndr). Tuttavia è vero perché da 6 mesi segno gli spot che gioco e che mi interessa approfondire sull'iPhone. Poi appena posso li rileggo e magari chiedo qualche consiglio ai top reg come Roccoge o Bubukonan o Angelo Castelli e altri. Visto che live non abbiamo software appositi mi sono inventato questa cosa per fare hand review. Credo che sia una cosa fondamentale e che siamo in pochi a farla in Italia”.

Ora alla caccia di altri successi? “Passerò per un saluto alle Pls Saint Vincent poi andrò a Wembley per l'Ispt visto che per chi vinceva la Monaco Cup c'era un pacchetto per giocare questo evento. Poi penserò a Las Vegas”, conclude Bendinelli.

 

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