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Gli esperti di Bitcoin: ‘Poker e scommesse nuovi mercati ma gli Stati potrebbero intervenire presto’

Se l’Europa inizia ad urlare contro la nuovissima cripto-valuta, il Bitcoin, i teorici di questo nuovissimo settore dell’economia lanciano il mondo del gambling online, e più specificatamente poker e scommesse, verso questi lidi ancora inesplorati.

 

“C’è un gigantesco mercato  in cui le Criptovalute stanno per irrompere e diventare la norma: i giochi d’azzardo online. Il motivo? Temo siano le tasse. Gli stati hanno normato molto bene il gioco a soldi, ma se immaginiamo di sostituire i soldi con chip fatte di Bitcoin o di un altra criptovaluta che potremmo chiamare CriptChip allora le cose si fanno complicate. Per gli Stati, ovviamente”. E’ il parere di uno di un blogger italiano di RischioCalcolato.it, un portale che parla di economia, di nuove forme di guadagno e anche di BitCoin.

In effetti ci sono già poker room e siti di gioco che utilizzano le cripto-monete. Come potrebbe funzionare una svolta del genere? “Di fatto abbiamo puntate con un metodo di pagamento non riconosciuto come denaro ma che si compra da qualche parte con denaro vero e ha un mercato da qualche parte che le riconverte in denaro vero. Il problema si pone tra Leviatano Tassatore e Criptovalute perchè, se ufficialmente le criptovalute non sono denaro ma pezzi di informazione che si possono comprare in giro per la rete (in Russia, Cina, Singapore, Brasile….) e vendibili e ritrasformabili in denaro perchè esiste un mercato per quei pezzi di informazione allora il gioco con criptovalute non può essere tassato”.

In un servizio nella rivista di febbraio di Gioconews, online e distribuita ai lettori e nei luoghi di gioco d’Italia e all’estero, ipotizziamo proprio uno scenario in cui i giocatori potranno in futuro aggirare rake e tasse delle attuali concessionari mondiali di igaming, utilizzando proprio Bitcoin e derivati.

Per questo forse l’Europa, come successo già in questi giorni e come abbiamo riportato, inizia a mettere in guardia gli Stati membri che il Bitcoin non è lo strumento ideale per il gioco online. E cosa potrebbe accadere? “Se le criptovalute venissero considerate denaro si aprirebbe davvero il vaso di Pandora – spiegano su RischioCalcolato.it – dove potranno gli Stati vieteranno il gioco in criptovalute e voglio proprio vedere come faranno, nel senso che dovranno definire normativamente criptovaluta in qualche modo, anche perchè se ne vietano una se ne crea immediatamente un’altra alla bisogna”.

Parlare di vado di Pandora non è sbagliato in effetti: “La torta qui è grande, diciamo che se facessimo sparire le entrate da gambling online sarebbe necessaria una nuova IMU, solo per parlare dell’Italia. Potrebbe quindi arrivare qualche divieto per i giochi online che non prevedono soldi veri o follie di questo genere”, conclude il blogger.  

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