Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
rodano

Gli stati membri al convegno ‘2013 Betting and Gambling’: Ue, sul gioco avanti così ma con maggiore decisione

“Abbiamo invitato tutti gli stati membri verso un quadro europeo unico per il Gambling online. Uno staff working document con combinazione di iniziative e stiamo verificando la conformità dei piani nazionali rispetto alla legge europea. Tuttavia ci sono arrivate tantissime segnalazioni e abbiamo inviato ben 20 lettere ad altrettanti stati membri per aprire un dialogo attivo e risolvere i problemi legati alle restrizioni al gioco ancora esistenti in Europa per arrivare a standard sempre più comuni in questo mercato”. E’ il punto della situazione di Harrie Temmink – Deputy Head of the Online and Postal unit at DG Internal Market and Services della Commissione Europea intervenuto ieri a Roma nel convegno 2013 Betting and Gambling in Europe organizzato da Business International e di cui Gioconews.it era media partner.

Per il poker online, per i players e per gli operatori del settore, quindi, buone notizie anche se il processo per il raggiungimento di un mercato comune europeo e di una liquidità internazionale rimane ancora piuttosto lungo.

Se i rappresentanti presenti ieri di Italia, Olanda e Belgio parlano ormai la stessa lingua e il prossimo 5 dicembre c’è un incontro molto importante in Ue per parlare dell’Action Plan comunitario sul gioco, in molti hanno lamentato all’Europa di lavorare sull’armonizzazione degli standard legislativi e di prendere più coraggio svolgendo un ruolo ben più importante. Non solo un arbitro spesso passivo (qualcuno l’ha definita un cane che abbaia ma non morde) ma un giudice finalmente in grado di emettere la sentenza definitiva e determinare lo sviluppo del mercato.

Forse il più chiaro, semplice e diretto è stato Paul Tange – Board Member Gambling Commission olandese che ha detto: “ Non abbiamo bisogno di tante raccomandazioni dall’Ue ma di una lista più breve e però più efficace. Dobbiamo demarcare bene la linea tra leggi europee e statali e lavorare tutti insieme non soltanto tramite le sentenze della Corte di Giustizia. on sono le sentenze che devono fare il mercato. Implementiamo le regole e lavoriamo di più insieme. Ma se abbiamo 27 paesi ognuno con regolamentazioni differenti e’ evidente la difficoltà degli operatori Esteri legali ad allinearsi e quella generale a fondersi in mercato unico”.

Francesco Rodano, Head of Remote Gaming – AAMS, sta già lavorando su questa strada da tempo. Gli accordi con Francia, Spagna e rodanoPortogallo lo testimoniano. “Siamo entusiasti di partecipare il prossimo 5 dicembre all’incontro con l’Ue. Stiamo anticipando l’Action Plan da molto tempo cooperando con i Paesi regolati come la Francia e presto anche Spagna e Portogallo – ha detto Rodano – ci sono prospettive nell’ambito dell’Unione Europea. Una cooperazione tra alcuni paesi in maniera anche informale per scambiare prassi ed esperienze. Il gruppo di esperti Ue è allargato ai 27 stati più i tre dello spazio economico comune. Da sottolineare che la cooperazione funziona meglio a breve termine e possono esserci influenze pesanti sulle politiche che poi possono essere scambiate con tutti gli operatori. L’obiettivo è sempre quello di completare un’ampia protezione dei consumatori”.

Preoccupanti le dichiarazioni di Peter Naessens – Head of unit Regulatory Advice, Research & Development – Belgian Gaming Commission, specie dopo l’episodio capitato a Norbert Teufelberger a Bruxelles la scorsa setttimana. Naessens sprizza protezionismo da tutti i pori ma ha lasciato trapelare un’apertura notevole alle regole comuni. Ovviamente devono esserci regole chiare e condivise. Da questo punto di vista il protezionismo potrebbe anche essere giustificato. “Qualsiasi azione deve avere un controllo efficace sui siti del web altrimenti rischiamo di danneggiare le categorie a rischio non solo del gioco. Abbiamo ricevuto una serie di critiche per il nostro monopolio con 20 siti autorizzati e ci dicono di essere protezionisti. Ma gli operatori belgi sono una minoranza e Pokerstars non ha neanche una sede in Belgio, non si sa neanche dove ha la sede centrale. Non capiamo le critiche che ci rivolgono. Qualcuno dice che la legge e’ applicata troppo pesantemente. Ma ci sono società che operano illegalmente e dobbiamo fermarle. Alcuni si rifiutano di accettare la nostra legge democratica. Critiche inutili anche dal punto di vista legale. Non vogliamo che ci sia un problema del nostro mercato. L’action Plan Ue e’ la chiave. Deve esserci un clima di fiducia per arrivare ad una regolamentazione comune.

Abbiamo lanciato una piattaforma regolatori a europea, non è facile ma l’Ue deve aiutarci e sostenere queste azioni. In Belgio abbiamo delle aziende che seguono le regole ma vogliamo che tutti rispettino le nostre leggi”.

Saprà l’Ue sintetizzate con concretezza ed efficacia tutte queste indicazioni ed aperture al mercato comune del gioco? La palla passa al commissario Michel Barnier e soci.

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