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GQ Francia: il poker francese in calo per colpa dei software tracker

Se in Italia il poker, e il mondo del gioco, riceve attacchi decisi e potenti un giorno sì e l’altro pure, in Francia i ‘cugini’ pokeristi non sembrano vivere momenti migliori. L’ultimo ‘attacco’ italiano era del mensile Marie Claire che si era inventato una storia romanzata di un’universitaria tramutatasi in pokerista high stakes e poi in prostituta d’alto bordo per pagarsi irreali debiti da gioco e da shopping, tocca alla versione francese di GQ fantasticare sul mondo del poker.
L’articolista francese cerca di trovare le cause del calo del poker online di Francia partendo dal fallimento dell‘International Stadiums Poker Tour per arrivare al calo del prodotto lordo arrivato a totalizzare un ‘meno 13 percento” solo nel primo trimestre 2013 e senza l’estate ancora da calcolare. Senza pensare alle tasse e ad un sistema poco performante per le room e quindi per i players che non trovano offerte in grado di competere con le ‘solite’ dot com, GQ se la prende con i ‘tracker’, i software che assistono i giocatori durante le loro sessioni facilitando l’approccio matematico al poker registrando mani, dati, per individuare la migliore via per correggere il proprio gioco.
Secondo GQ il poker online sarebbe in mano ad un 15% di vincenti e 85% che si rovinano per colpa di un ‘trucco’: i software tracker. Un vantaggio, dice GQ, che permette ai players di spennare megliaia di amatori. La colpa dei grinder? “Giocano 25 tavoli allo stesso tempo, 8 ore al giorno, cinque giorni alla settimana, un lavoro a tempo pieno”.
Sono solo le premesse di un’analisi che risponde alla verità ma sbaglia totalmente approccio. Mentre in Italia si iniziano a denunciare le vere scorrettezze di alcuni players (multi account e collusion tra gruppi di giocatori), quest’articolo francese è davvero fuori bersaglio. Forse il colpo non parte neanche dal ‘fucile’ del solito giornale generalista.
C’ha pensato a rispondere repentinamente Manuel Bevand, poker pro di Winamax, sito leader francese per raccolta e seguito. Risposta doverosa anche se assurda visto che tutti dovrebbero sapere che “l’utilizzo del tracker è una scelta chiarissima dalla parte sia dei professionisti e degli amatori. Non neutralizza la ‘chance’ e non è un complotto di hackers che desiderano truffare. E’ solo un’arma come tante altre nell’arsenale dei poker players che vogliono migliorare il proprio gioco al pati di software di assistenza come quelli degli scacchi o delle statistiche nei vari sport”.
La vera sconfitta del mercato francese secondo Bevand? “La perdita di fiducia da parte degi giocatori nei confronti dell’Arjel e nella sua incapacità di reagire efficacemente contro certi scandali. Senza parlare della tassazione eccessiva sul gioco francese e della situazione di depressione della Francia intera”. NOn c’è bisogno d’aggiungere altro.

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