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Harry Reid si arrende: la lotta per il poker online Usa rinviata al 2013

Il senatore del Nevada Harry Reid ha deposto le ‘armi’. I suoi tentativi di legalizzare il poker su internet quest’anno sono risultati ormai vani. Non c’è più tempo, infatti, per collegare il disegno di legge alla fine della legislazione del Congresso.

“Siamo semplicemente a corto di tempo in questo calendario legislativo,” ha detto Reid in un comunicato inviato in queste ore per annunciare l’ennesimo fallimento per la regolamentazione di un settore attorno al quale in Usa si muovono interessi notevoli.

Reid, un democratico, aveva collaborato con il senatore Jon Kyl, nel tentativo di regolamentare e legalizzare il poker online negli Stati Uniti presentando all’inizio del 2013, la proposta di legge – conosciuta comunemente come la legge Reid / Kyl. Ma sono stante le opposizioni che hanno cercato di frapporsi tra Reid e la regolamentazione come l’opposizione di tribù indiane e, in ultimo, lo schieramento di forze da parte dei dirigenti delle lotterie di tutto il paese.

Tuttavia Reid pare inossidabile e ha dichiarato che continuerà a lavorare con il senatore repubblicano del Nevada Dean Heller su una questione che “sarà per noi una priorità nel nuovo Congresso.”

Secondo lo staff di Heller non c’era abbastanza sostegno dalla sponda repubblicana per un accordo sul poker online. Anche il senatore del nevada, comunque, riprenderà a lavorare l’anno prossimo sull’argomento.

Nel frattempo, stati come Nevada, Delaware e New Jersey, stanno facendo progressi, seppur lenti, verso la legalizzazione il poker online.

Ma i politici che stanno cercando di legalizzare il poker credono che una legge stato per stato possa poi risultare di ulteriore intralcio per una norma unica federale. Sarebbe difficile poi armonizzare tutti gli stati in una liquidità unica piuttosto che ripartire comodamente da zero e studiare una legge unica per tutta l’America. Ad esempio c’è già chi critica il vantaggio sleale che potrebbe avere il Nevada qualora la sua legge dovesse essere approvata e dovesse partire entro pochi mesi.

John Pappas, direttore esecutivo della Poker Players Alliance, ha ovviamente espresso tutto il suo disappunto per l’ennesimo rinvio. Ma anche lui ha deposto le armi per qualche giorno per poi imbracciarle di nuovo per la lotta decisiva del 2013.

“Sono molto arrabbiato per i giocatori, visto che ho invitato il Congresso per anni ad approvare una legge che tutela davvero tutti e che ricava anche un reddito per l’erario americano. Non credo che tutto sia caduto nel vuoto anche se mi ero scoraggiato dopo i problemi che c’erano stati a livello fiscale per lo Stato”.

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