Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

I media ancora sul poker live: tocca a Repubblica e al poker live giocato a Roma

“Stasera c’è il pienone, in questa ipotetica “sala da biliardo” romana. Così c’è scritto sull’insegna sopra l’ingresso, del tutto anonimo se non fosse per quella ventina di macchine parcheggiate in doppia fila qui davanti. Il circolo si trova non lontano da Piazza Venezia, e di tavoli da biliardo non ne ha mai visto uno. È unapoker room”. Una delle quindici, forse venti sale presenti a Roma, dove si organizzano affollatissimi tornei con montepremi che arrivano a 200.000 euro, come segnala un manifesto sotto la cassa. Di così ricchi non se ne vedono nemmeno nei casinò autorizzati. I social network sono pieni di pubblicità delle sale poker, con riferimenti espliciti ai tornei e ai luoghi dove si tengono”. 

E' un abstract del pezzo sul poker live di Fabio Tonacci su Repubblica di oggi. Anche in questo caso si tratta di un'inchiesta probabilmente realizzata infiltrandosi tra i tavoli di una situazione che l'articolista definisce illegale: “Come se si trattasse di partite a briscola tra amici. Come se non esistesse la famosa circolare del Viminale, datata 2009, che proibisce di organizzare partite di poker con vincite in denaro”.

Insomma, secondo Tonacci, quella circolare doveva rappresentare “la morte di quei duecento e passa circoli nati in Italia sull’onda del successo del texas hold’em. Il brulicare composto attorno a questi ventidue tavoli, però, racconta tutt’altro. Ci sono pensionati in tuta e amministratori delegati, giocatori professionisti e universitari, avvocati e massaie. Una fotografia che ben rappresenta i 3 milioni di appassionati italiani amanti del poker”.

Poi Tonacci raccoglie anche qualche testimonianza: “Vengo qui con mio marito — ci racconta Luisa, 58 anni, appena eliminata nonostante la promettente coppia di re — i montepremi sono ottimi, non vedo dov’è il problema. Domani sera mi iscrivo di nuovo”.

Ecco la risposta che in tanti, compreso Tonacci, abbiamo sentito in giro alla domana: ma il poker non è illegale? “Su Internet si può giocare cash e dal vivo no, è assurdo. Dov’è la differenza? La differenza sta nella legge – commenta Tonacci – ma qui la circolare del Viminale gode dello stesso rispetto di una coppia di sei”.

Forse è la prima volta che Repubblica affronta il poker live in maniera libera, senza schemi, senza preconcetti. Si limita a dire quello che tutti sanno: che giocare live è illegale. Forse andava anche detto che alcuni tribunali stanno avallando la situazione per (non) giustificare il ritardo pazzesco del legislatore che ha avuto quasi 4 anni per regolarizzare un settore che spaventa però i concessionari e Aams.

Anche dalle ultime evidenze l'unico problema che sembra rimanere è quello del controllo. Come controllare il gioco? Come controllare i flussi di raccolta? Tornando a Tonacci e Repubblica beh, 100 di questi servizi, questo è l'approccio giusto non per il poker visto che comunque rischiano di andarci di mezzo players e organizzatori dopo queste 'denunce', ma quantomeno dal punto di vista del giornalismo. Ci vuole tanto a raccontare le cose come stanno? Altro che l'Avvenire.

 

 

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