Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

I media scozzesi scoprono il loro Harry Potter, il poker player David Vamplew

La sua più grande spesa è stato di sicuro l’appartamento di Edimburgo dove ha una stanza dedicata al gioco online e quest’anno ha già vinto 500.000 sterline senza spostarsi da casa. Sui media scozzesi, in particolare lo Scottish Express, scoprono solo ora uno dei giocatori più forti e stimati del circuito mondiale, David Vamplew.
Secondo lo SE David, che è ovviamente accostato alla creatura letteraria di JK Rowling, Harry Potter, ha guadagnato oltre 2 milioni e mezzo di sterline col poker in carriera ma non ha speso praticamente nulla del suo reddito consistente.
A soli 26 anni l’unica spesa ingente è stato il ‘flat’ di Edimburgo dove gioca anche fino a 14 ore al giorno per tutta la notte fino alle 7 del mattino.
Quest’anno ha vinto 469.000 sterline dopo due secondi posti alle Wsop di Las Vegas. Ma prevalentemente gioca nel suo ufficio che ha ormai trasformato in casa.
“Una sessione decente va dalle 8 alle 10 ore, una volta che parte un torneo devi giocare fino a quando finisce se vuoi vincere. Il più lungo che ho giocato è stato di 14 ore, devi solo giocare e giocare. Il problema della concentrazione per me non esiste visto che se ci sono in ballo tanti soldi difficilmente la perdo”.
Vamplew ha imparato a giocare a poker mentre studiava matermatica all‘Università sempre di Edimburgo nel 2005 grazie agli amici. Poi ha scoperto il poker online e da lì ha abbandonato il suo lavoro in un supermercato visto che ormai guadagnava 5-10 volte il suo stipendio giocando high stakes su internet.
I genitori non lo hanno osteggiato, anzi. Il padre lavora per la Shell, la madre Jane è un’operaia.
Ma Vamplew ammette che “il poker è un pò insicuro come lavoro e il futuro va pianificato molto bene visto che, anche se i soldi che ho vinto sono tanti, non c’è mai la certezza che possa andare tutto bene e il profitto non è garantito”.
I media scozzesi molto più maturi rispetto a quelli italiani purtroppo: “Non ho comprato macchine ridicole, appariscenti, sto facendo tutto con grande tranquillità ma devo essere fedele al proposito di essere prudente e di pianificare con grande prudenza la mia vita legata al poker”, conclude Vamplew dimostrando che i messaggi giusti nel settore ci sono eccome.

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