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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

I poker players francesi: ‘No al racket, tassateci come gli artisti e gli atleti’

I giocatori di poker francesi sono disposti ad essere tassati e hanno avanzato la richiesta dell’istituzione e quindi del riconoscimento giuridico del Professional Poker Player. Tuttavia la loro richiesta non accetta condizioni che assomiglino “più all’estorsione che alla regolamentazione chiara di un’attività”. E la proposta è quella di una regolamentazione ad attività con una varianza simile come quella degli artisti o degli sportivi con cadenza quinquennale.

L’INIZIO DELLA STORIA – Tutto ebbe inizio il 21 ottobre 2010, quando i genitori di giocatore del poker player Emile Petit sono stati costretti a rispondere di ben 240.000 € che il loro figlio, ancora nel nuclio familiare, aveva vinto nel poker nel 2005.

La decisione sul caso, però, arriva sei mesi dopo la promulgazione della legge che ha legalizzato la pratica del gioco d’azzardo online. Una coincidenza? In molti non ne sono convinti.

Il Tribunale amministrativo di Clermont-Ferrand ha stabilito che le vincite di poker rappresentano una quota sostanziale del reddito totale del giocatore ed erano il risultato di una pratica professionale per questo andavano tassate. Il poker è un gioco di abilità e il professionismo e le competenze del player riducono il rischio che è insito normalmente nella pratica del gioco d’azzardo.

I CRITERI PER L’INDIVIDUAZIONE DEI PROFESSIONAL POKER PLAYER – La Corte ha quindi stabilito che il poker non era un “gioco d’azzardo”. Anche se ora non è chiara la differenza tra i vari giochi d’azzardo, questa situazione consente all’amministrazione fiscale di imporre le regole e la tassazione ad altri giocatori di poker, anche attraverso alcuni criteri che caratterizzano la pratica del poker professionale che lei stessa ha fissato come :

  • Utili ricorrenti e di una certa consistenza economica;

  • La mancanza di altre attività professionali e il poker risulta quindi attività principale;

  • La menzione del suo nome su siti specializzati. ‘

Così, a partire dal 2010, le sentenze e questi elementi fissati dai tribunali e dal Governo, forniscono alle autorità fiscali alla ricerca di nuove entrate, un quadro legislativo ideale per applicare le imposte sui redditi da poker. Una situazione che ha mandato in bestia molti players oltre a portarli lontani dalla Francia.

IL DURO ATTACCO DEI PLAYERS FRANCESI ALLE AUTORITA’ FISCALI – Basta vedere il caso di Jerome Zerbib che, tramite un portale francese si è sfogato pesantemente, ai limiti della censura: “Sembro forse un gay visto che il Governo vuole fare l’amore con me così tanto? E’ bene che lo stato controlli bene le mie competenze visto che sono un appassionato di questo gioco e la mia attività principale è dirigere un’azienda, non certo giocare a poker. Già pago le tasse e non voglio essere ancora oberato di ulteriori pagamenti”. Difficile stabilire quando un giocatore è davvero professionista anche se il criterio della mancanza di altri impegni lavorativi e professionali sembra piuttosto chiaro. Tuttavia ci sono tanti players che si proclamano ad un certo punto professionisti (accade anche in Italia) ma rifiutano di essere tassati per vincite avute in alcuni anni in cui semplicemente la questione non era stata sollevata. Il rischio è di essere tassati anche retroattivamente.

Un giocatore dal vivo che ha giocato in tutti e quattro i continenti ha visto iniziare la sua verifica fiscale nel giugno 2011, in parte.

La questione sollevata da ‘Pierre’ (i francesi lo nascondo con un nome fittizio) è che il suo adeguamento fiscale si basa solo sui suoi utili, le sue vincite, e che è quasi impossibile fornire la prova delle spese (tasse di iscrizione, alloggio, viaggio). In effetti, fino al 2010, la non imponibilità delle plusvalenze da poker non imponeva ai giocatori di chiedere o mantenere tali documenti.

Pierre discute anche sulla complessità di fornire tali documenti in un settore in cui sono pagati guadagni in contanti. Per Peter, le verifiche fiscali attualmente somigliano al “racket”. 

Una situazione che ha portato alcuni giocatori, come il famoso nickname francese “Lughnasadh Bigfish Saucebadbeat” a boicottare i siti francesi di poker. In effetti furono annunciati anche alcuni scioperi e il movimento francese sembra compatto al contrario di quello italiano sempre frammentato e incapace di agire unitariamente.

Ma molti grinder hanno già lasciato la Francia per giocare tranquillamente sulle dot com togliendo traddico e risorse alle dot fr.

LE PROPOSTE ATTUALI DELLA POLITICA E LA SOLUZIONE THIBAUT – Se l’emendamento proposto da Aurélie Filippetti nel 2011, che ha proposto un guadagno superiore a 5000 euro l’anno, è stato respinto, il deputato Ps Yann Galut ha riacceso il dibattito il 23 ottobre.

In una domanda al Ministro dell’Economia e delle Finanze , Pierre Moscovici, evoca l’idea di una tassa sulle guadagni eccezionali. Si è parlato anche dello status di un giocatore professionista e Yann Galut vuole aprire la via alla tassazione di tutti gli utili di gioco d’azzardo sotto il loro carattere di “eccezionalità”.

Ma c’è anche chi sostiene che le vincite a poker sono il frutto di un lavoro e di un investimento che si basa su un lungo periodo e non sono affatto ‘eccezionali’. A fronte dell’ambiguità politice che non prende una decisione ecco che i players rispondono con una chiara proposta: la creazione di uno stato di giocatore professionista.

Per Claire Thibaut, giocatore di poker francese con sede a Londra: “è urgente creare uno status di un giocatore di poker professionista come accade negli Stati Uniti. I professionisti del poker sono disposti a pagare le tasse se possono detrarre le spese aziendali, il costo è in linea con quello di altre professioni analoghe. E date le varianze di risultato da un anno all’altro, uno status simile a quello degli artisti o atleti con un periodo d’imposta di cinque anni, sarebbe probabilmente la soluzione ideale per implementare. E ‘, in ogni caso, non lasciare al caso la situazione e lo status di giocatore di poker, sia principianti, dilettanti o professionisti che siano”.

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