Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

I professional poker players spagnoli in fuga dal ‘dot es’: poco gioco e troppe tasse

La regolamentazione spagnola del poker online, a diffrenza di ipotesi di tassazione decisamente più sconveniente per i players, ripercorre quella italiana che prevede una liquidità nazionale (a differenza di quanto si era invece creduto all’inizio) con divieto di giocare sul dot com e solo sulle punto es. Tuttavia la reazione dei giocatori di poker iberici pare sia stata rabbiosa: il timore che questo possa togliere i pesci piccoli agli squali abbia portato questi ultimi ad emigrare: “Si stima che l’80% dei top players spagnoli se ne siano andati alla spagna, vale a dire tra i 200 e i 300 regular” ha affermato Daniel Cascado, 21enne giocatore tra quelli in fuga dal dot es.Pare che la meta preferita sia Londra anche se anche lì a breve le regole potrebbero cambiare. José Arroyo, 22 anni è un altro. Faro (Portugal) è il posto che ha scelto per vivere e grindare. “Il gioco professionista è fatto sul giocare molte mani per abbattere la varianza ma se non c’è traffico sui siti spagnoli il nostro gioco è insostenibile”.

Il lungo periodo neutralizza la casualità ma anche la liquidità deve essere vasta per consentire ai pro di giocare tante mani.

Assurde le tassazioni secondo i professional poker players: “Se un giocatore riesce ad avere un profit di 50,000 euro potrebbe voler dire che ha vinto per importi anche di 500,000 euro e perso per 450,000. Ma la legge vorrebbe tassare le vincite senza sottrarre le somme perse e cioè sui 500,000 euro. E’ una cosa senza senso”.

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