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Il 2014 del poker online: da Adm sono pessimisti, noi no!

Da fonti interne all’Amministrazione delle Dogane e dei Monopoli di Stato dovremmo aspettarci un trend negativo per il poker online anche per il 2014 dopo una discesa dalla pendenza di un 30% circa tra tournament e cash game.

Certo, impossibile che l’angolazione della caduta sia la stessa. La nostra speranza era quella di una stabilità su questi livelli di raccolta. Non certo di una ripresa né, tantomeno, di una crescita. Troppo presto. C’è ancora la crisi economica, tanti investimenti in comunicazione sono stati tagliati da parte delle principali concessionarie in crisi e anche le room che volano a gonfievele non stanno spingendo sull’acceleratore quando invece potrebbero infierire sul mercato e su chi è in difficoltà. E tanti, tantissimi problemi da risolvere.

 

Ma proprio partendo dai problemi siamo abbastanza ottimisti. Il 2013 ha segnato un calo notevole tra cash game e tornei dopo il boom del 2011 che registrò aumenti nell’ordine del 200% per i giochi diversi dagli mtt che sono poi crollati fino ad un ‘meno’ 38% per quello che riguarda vari indicatori dalla raccolta alla spesa agli introiti per lo Stato. Qualcuno dice che sia colpa solo ed esclusivamente dell’effetto moda che ha ormai abbandonato il boom del poker scattato dal 2008 per il mercato online ma che ormai va avanti dai primissimi tornei live e nelle room dot com dal 2004.

Per noi la crisi economica rimane un fattore importante ma anche logico: se non ci sono soldi in giro è ovvio che tutti i consumi secondari calino.

Però, come detto, partiamo dai problemi. C’è tanto da fare e da risolvere. Lo ripetiamo con convinzione: tutti i network distrutti, le room aperte e chiuse, gli errori manageriali, la malagestione delle politiche di rakeback e di promozioni in generale, sono tutti fattori che hanno generato disillusione e hanno allontanato i players dalle sale da gioco online.

Oltre al pessimo lavoro e agli smembramenti dovuti a crisi societarie, c’è anche una crisi di fiducia nel gioco online da parte di tantissimi players. I regular ovviamente sanno bene cosa significhi la varianza dettata dalla randomizzazione casuale delle carte in base ad algoritmi specifici. Ma, nonostante l’assenza di scandali e falle alla sicurezza delle poker room dot it, molti players si sono riavvicinati al gioco live per trovare sicurezza anche nella distribuzione delle carte. Soldi sul tavolo e chips reali contro persone vere. Nessun bot, nessun multiaccount, nessun coach su Skype, tutto regolare, sguardo contro sguardo. Ovviamente con quest’ultima visione non siamo d’accordo ma il settore deve lavorare su questi leaks, sempre e comunque.

Quindi gli addetti ai lavori devono crescere, ottimizzare, economicizzare ma anche investire sulla sicurezza, la trasparenza e sulla credibilità del gambling online. Attraverso questo lavoro intanto possono tornare ai tavoli tanti giocatori che hanno abbandonato pc e mobile devices per giocare a poker magari dal vivo. Inoltre la liquidità interna e chiusa è scesa per motivi fisiologici. Ma come in tutti i mercati i fish sono destinati a tornare e a ricreare le condizioni per una crescita. Succede anche nelle isole felici del dot com.

Se non si è capito non siamo così pessimisti per il 2014 ma sappiamo che c’è molto da fare. Aspettando con fiducia i primi dati di dicembre 2013 e gennaio 2014, un giro di boa fondamentale, che chi è in cabina di controllo tenga il timone dritto e nella direzione giusta. Solo tornando a lavorare in un certo modo il settore può tornare anche di moda.  

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