Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
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Il calo del poker online nel 2013 e il ruolo del gioco dal vivo

Ci sarebbe una ‘falla’ davvero importante nell’indagine dell’Osservatorio del Gioco Online del Politecnico di Milano presentata oggi nella sede dell’istituto alla presenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato che ha commissionato questo studio agli esperti analisti milanesi.

Niente paura, nulla di truccato e nessun errore madornale visto che, il dato che mancherebbe per capire meglio le dinamiche del poker online è difficilmente censibile, analizzabile e impossibile da tracciare. Stiamo parlando del poker dal vivo che viene praticato in tutta la penisola con alcune autorizzazioni e sentenze favorevoli che danno il via libera al gioco in certe aree territoriali ben precise (vedi Lecce, Perugia e altre zone).
Insomma, come vorrebbe spiegare il Politecnico di Milano, non si tratta solo di un calo dell’effetto ‘moda’. Dietro alla discesa del 36% globale della spesa nel poker mtt e cash online ci sarebbe anche il gioco dal vivo: “Il Politecnico parla di onda “moda” esaurita, ma non tiene conto di un fattore molto importante, ossia che una parte enorme dei giocatori è ritornata dove tutto nacque”, la provocazione di Ale Pastura, uno dei primi professional poker player d’Italia e consulente di molte società importanti nel mondo del gioco.
In effetti, sempre secondo Pastura, “sarebbe molto interessante capire quanto di quel 36% perso è in effetti ritornato al poker giocato ‘sul territorio'”.
Ovviamente un dato del genere potrebbe aiutare a risolvere parte dei problemi del poker d’Italia e anche con qualche soluzione non certo innovativa e rivoluzionaria ma semplicemente mai applicata in Italia se non agli albori del settore e con le room ‘dot com’: “Mi sembra indiscutibile il fatto che un rilancio dell’online possa passare solo da una collaborazione, fatta da idee e proposte nuove, con il poker giocato sul territorio italiano. Non è a colpi di Garantiti e Rakeback che si può rilanciare il poker online”, prosegue Pastura.
Il calo colpa della crisi, dell’effetto moda, del poker live ma anche di qualche altro errore fatto in questi anni: “Si è investito poco per valorizzare il poker nel suo aspetto ludico e di intrattenimento puntando solo su marketing incentrato sul ‘denaro’. Garantiti e rakeback hanno abbassato la marginalità e ridotto i budget marketing ma fondamentalmente la massa vuole divertirsi e la crescita esponziale del gioco nei circoli è la prova: si paga più rake – non c’è rakeback i garantiti sono bassi
ma sono sempre pieni perchè?”, conclude Pastura.

 

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