Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il caso DiCristina respinto dalla Corte Suprema Usa: a certi livelli il poker live è un crimine federale

Il poker in Usa rimane un gioco che, se praticato dal vivo e senza autorizzazione, può essere equiparato ad un crimine federale.

Il giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti ha rigettato il ricorso in appello di Lawrence DiCristina, l’uomo che ha ricevuto una pena di 10 anni di carcere nella sentenza che lo condannava per aver organizzato partite di poker private a New York. La legge sulla base della quale è stato condannato è l’Illegal Gambling Business Act per esecuzione di Texas Hold’em in un magazzino dello Staten Island a New York appunto. DiCristina pubblicizzava i tornei illegalmente sia con sms e col passaparola. Alla fine venne incastrato.

 

L’ARRINGA DIFENSIVA – La difesa degli avvocati dell’organizzatore si basava ovviamente sull’abilità che caratterizza l’Hold’em in versione torneo. A maggior ragione se questi è organizzato a piccoli importi di buy in il poker non dovrebbe essere coperto dalla legge e non rientrare tra i giochi d’azzardo.
Gli avvocati hanno anche gettato del panico nella discussione avvisando i giudici che, in questo modo, rischiano ben 35 milioni di americani che amano il poker e che giocano costantemente a casa o in alcuni luoghi privati.

IL DIETRO FRONT DEI TRIBUNALI – Tuttavia l’organizzazione di DiCristina sembrava molto più professionale e nel mese di agosto la seconda corte di appello di New York ha ribaltato una decisione del tribunale distrettuale del 2012. In quel caso il poker era considerato un gioco d’abilità. Ma la corte d’appello confermò le skills intrinseche nell’hold’em ma confermò le accuse in capo a Lawrence.
Tutto si basa su una legge del lonmtano 1970 e che era stata varata per combattere la criminalità organizzata. La legge rende illegale l’esecuzione di un gioco che viola le leggi di uno stato e se c’è un guadagno di 2.000 dollari al giorno e il gioco va avanti per più di 30 giorni.

MA DICRISTINA NON ORGANIZZAVA SIT AND GO DA 10 DOLLARI – In effetti DiCristina organizzava queste partite nel suo magazzino a Staten Island da ormai sei mesi, da dicembre 2010 a maggio 2011, e aveva assunto la sicurezza con tanto di armi e una cameriera che offriva cibo e bevande gratis durante tutta la notte. Guadagnava decine di migliaia di dollari a notte e lui si tratteneva il 5 percento di ogni piatto con cui pagava i dealer e le spese. Ma ovviamente il giro era abbastanza grosso. Per questo i giudici non temono che ogni americano che organizza un torneino in casa possa essere perseguito a livello federale.

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