Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il Corriere della Sera sul poker live: manca la legge da 3 anni e proliferano le bische

Il Corriere della Sera si occupa di poker live con un servizio video di neanche tre minuti dove cerca di fare luce su un settore che manca del suo regolamento da ben 3 anni e non certo per colpa di giocatori e operatori di questo mercato. Tuttavia, come al solito, il tiro è leggermente sbagliato e forse prende di mira il posto sbagliato, le persone sbagliate, le situazioni più innocue e non certo le vere ‘bische’ dove l’azzardo c’è e si può praticare a livelli high stakes.

Guarda qui il video del servizio sul poker live

Le premesse sono giustissime e sono firmate da Armando Iaccarino, direttore del settore Aams che contrasta l’illegalità nei giochi, che commenta in linea di principio il servizio del Corriere. “Questi luoghi non essendo regolamentati, chi ci gioca e chi li ospita possono essere imputati di gioco d’azzardo, come prevede il codice penale”.

Il giornalista ricorda anche che “una regolamentazione è prevista nel decreto legge 98/2011. Dovrebbe sancire l’applicazione di una disciplina specifica. Un bando di gara successivo servirebbe a individuare chi davvero può ospitare questo tipo di gioco. Ma attualmente è tutto in alto mare”.

Giuste e ammirevoli anche le considerazioni sul gioco minorile anche se il locale sa bene che i minori di 18 anni non possono giocare e gli stessi ragazzi confessano che qualcuno gioca ma a poste minime e non certo nei tavoli più ‘high’.

In effetti lo scivolone è l’accostamento della criminalità organizzata con questi circoletti dove si gioca, come confessano alla telecamera nascosta del giornalista, a 10 euro per i sit and go e a 20 euro per i tornei, per il ‘main event’. Insomma non crediamo che la malavita si sporchi la fedina penale più di quanto già lo sia, per una rake di poche decine di euro e qualche volta alla settimana. Forse meglio cercare altrove? Anzi, facendo una forzatura, alcuni tribunali (Puglia, Lecce, Lucca), riconoscerebbero anche la validità di questi luoghi visto il ritardo immane del regolamento sul live.

In ogni caso il fatto che il fenomeno del poker live sia arrivato alle testate generaliste è uno stimolo per il legislatore, forse. Magari, anzi, lo fosse. Come sempre dobbiamo ricordare che solo una regolamentazione metterebbe fine a tutte queste situazioni borderline. E che è colpa solo dei ritardi dell’ente regolatore se proliferano queste bische, grandi o ‘mini’ che siano.

Aams lo sa bene e sta lavorando come ci aveva assicurato, per dare presto il regolamento all’Ue. E i soldi delle concessioni possono far gola ad uno Stato in crisi, così come i soldi del prelievo da applicare poi ai circoli, per non parlare dell’indotto che si potrebbe generare. Allora? Cosa aspettiamo?

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