Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il deputato Gerardo Soglia: ‘Ora basta: che Aams presenti il regolamento del poker live, non si può più aspettare’

“Sto preparando un’interrogazione alla Camera dei Deputati, e, in particolare alla Commissione Finanze, per sollecitare l’agenzia dei Monopoli di Stato ad emanare il regolamento del poker live. Siamo ancora nei tempi, seppur un poco in ritardo, ma non possiamo più aspettare e il regolatore deve rispettare l’impegno che si è preso con imprenditori, giocatori e cittadini”. Gerardo Soglia, deputato del Gruppo Misto PPA (il gruppo che raccoglie i parlamentari vicini alla Forza del Sud di Gianfranco Micciché), è il politico che aveva presentato il famoso emendamento che comportò lo slittamento del lancio del poker dal vivo e dell’assegnazione delle 1,000 concessioni di gioco a gennaio 2013.

L’intervista al parlamentare del Gruppo Misto PPA dopo lo slittamento a gennaio 2013

Ora, confessa a Gioconews.it, il suo cambio di rotta con un atto politico importante per un settore che, Mario Adinolfi a parte, non aveva avuto voce finora in Parlamento se non per ritardi e penalizzazioni di vario tipo.

“Ora non si può più aspettare, c’è un impegno preciso del Governo sulla regolamentazione di questo settore e non si può più attendere oltre. Per questo presenterò l’interrogazione nel giro di un paio di settimane, il tempo di definirla nei termini e di esaudire le pratiche burocratiche e di consegnarla alla Camera dei Deputati, per far sì che si parta con questo bando visto che mancano ancora due mesi alla scadenza di gennaio 2013”.

Il regolamento dovrebbe trovarsi in Aams e l’onorevole Soglia intende proprio “sollecitare l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato per rispettare gli impegni presi e dare finalmente sbocco ad un settore che attende da oltre 3 anni una regolamentazione”.

In Parlamento Mario Adinolfi si è esposto con un intervento che, per il settore, è storico. Farete fronte comune con il deputato del PD? “In effetti non ci siamo ancora parlati e confrontati. Tuttavia cercheremo di fare fronte comune e fare sentire più voci possibili che spingano verso la stessa direzione”.

Un cambio di rotta dopo aver contribuito comunque all’allungamento dei tempi. Il settore non era pronto, evidentemente, ma adesso ci sono tutti i presupposti per lo start up: “Sì è proprio ora di partire anche perché è uno degli ultimi giochi, almeno per il momento, da lanciare e regolamentare. Abbiamo fatto scuola a tanti paesi nel mondo e il nostro modello nella gestione dei giochi è preso a riferimento dappertutto. Perché, arrivati sin qui, penalizzare solo il poker live?”.

Attraverso la regolamentazione del settore si tutelerebbero giocatori e si favorirebbe anche la creazione di posti di lavoro: “Molti si stanno beccando delle denunce per gioco d’azzardo e il gioco non è controllato come lo sarebbe con le sale regolamente aperte con licenza Aams. Ribadisco: è assurdo che dopo aver regolamentato tutti i giochi rimanga fuori dalla lista solo l’Hold’em dal vivo”.

Certo, il momento non è proprio dei più favorevoli per il gioco se pensiamo all’opinione pubblica: “Se un settore, e in questo caso il gioco, viene regolamentato secondo le regole e praticato secondo le dovute cautele non c’è niente di male nel promuoverlo. Il problema è l’attitudine delle persone e non il gioco in se stesso. Sono tante le cose che possono danneggiare la vita delle persone ma il poker è un gioco molto diverso rispetto agli altri intrattenimenti d’azzardo”.

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