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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
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Il dubbio del poker Live: proibizionismo o regolamentazione mentre scade l’ennesimo termine

“La posizione del direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato è chiara: non è questo il momento storico per inserire una nuova offerta di gioco. Tuttavia non possiamo ignorare che si sta creando in modo sempre più dirompente un'offerta di gioco illegale parallela a quella di Aams e il settore del gioco lecito sta informando le istituzioni di quello che accade in tutte le regioni italiane”. E' la posizione di Italo Marcotti, presidente di Federbingo e di Sistema Gioco Italia Confindustria quando mancano poche ore alla fine di gennaio, mese entro il quale l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli avrebbe dovuto produrre l'oggetto misterioso del regolamento del poker dal vivo.

Un documento che il settore aspetta da luglio 2009 mentre in Italia si continua a giocare con il permesso di molte Questure e Tribunali locali proprio in base a questa incredibile empasse.

PROIBIRE O REGOLAMENTARE? – Quali sono le prospettive? Pare che tra le istituzioni ci sia proprio una spaccatura netta tra chi vorrebbe regolamentare il fenomeno e chi vorrebbe aprire una dura fase di proibizionismo contro il poker live. Forse è proprio questo che genera l'empasse.

Il gioco pubblico, quei concessionari che pagano tasse salatissime e sono soggetti a tracciabilità estrema e controlli di ogni tipo, non nasconde la testa sotto la sabbia: “Ci sono notizie giornaliere con tornei con svariate centinaia di migliaia di euro in tutte le regioni d'Italia in sale in cui c'è evasione erariale, lavoro nero e tantissime leggi e regole infrante: noi vorremmo che tutto questo venisse messo in regola”, prosegue Marcotti.

LO TSUNAMI MEDIATICO CONTRO IL GIOCO – Tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 sul settore si è abbattuto un vero e proprio disastro: “Per certi versi è comprensibile la posizione del direttore dell'Agenzia dei Monopoli dopo l'onda mediatica avversa che c'ha investito. Ma non possiamo ignorare che esiste un grave problema di illegalità – spiega Italo Marcotti – un certo giornalismo confonde tra gioco legale e illegale. L'intero settore paga sulla propria pelle questa situazione assurda dopo che si impegna con tutte le forze per bloccare l'infiltrazione criminale nel gioco lecito e poi si ritrova un canale parallelo di gioco a quello dell'Aams”.

I TEMPI DEL LANCIO – Le ultime dai Monopoli dicevano che era il Ministero delle Finanze a doversi esprimere sul poker. Ma ormai è evidente che bisognerà aspettare il nuovo governo per capire cosa ne sarà dell'hold'em fisico.

 

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