Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il ministro della cultura Ornaghi su Poker Generation: ‘Film senza contributi e approvato dalla commissione apposita’

Poker Generation è un film prodotto da una società maltese e non ha ha chiesto, né tantomeno ottenuto, alcun contributo economico statale per la sua realizzazione e/o distribuzione in Italia, né ha potuto beneficiare della qualifica di interesse culturale. Inoltre, per quello che riguarda i contenuti che il senatore Raffaele Lauro ha definito diseducativi la sezione di primo grado della Commissione di revisione cinematografica, nella seduta del 4 aprile 2012, ha visionato il film ed ha espresso, all’unanimità, parere favorevole al rilascio del nulla osta per la proiezione in pubblico del film, senza alcuna limitazione per i minori”. Il ministro per i per i beni e le attività culturali Lorenzo Ornaghi risponde punto per punto all’attacco che il senatore Lauro aveva scagliato contro la proposta della pellicola Poker Generation, realizzata e prodotta da Fabrizio Crimi e dalla Bros Group Holding nei giorni seguenti all’uscita nelle sale cinematografiche di tutta Italia. Lauro chiedeva se il film “avesse beneficiato di finanziamenti pubblici, esprimendo inoltre perplessità in ordine ai suoi contenuti diseducativi che presenterebbero il gioco del poker come opportunità sociale ed un modo per riscattarsi dalle ingiustizie della vita ed uscire dalla miseria”.

Che il film non abbia avuto il successo sperato, pur lasciando soddisfatti regista e produzione e ricevendo critiche buone e altre meno, ormai è chiaro. Come erano chiari i soliti attacchi strumentali contro il poker e il suo cattivo retaggio. Tanto che la produzione aveva già specificato di non aver ottenuto finanziamenti mentre aveva avuto la licenza di andare in sala dalla suddetta commissione.

Il ministro risponde in maniera esaustiva senza tralasciare nessun particolare, in ogni caso. “In primo luogo, si rappresenta che il film non è di nazionalità italiana in quanto prodotto da una società di produzione maltese, la Bros group holding – spiega il Ministro – per tale ragione, dunque, lo stesso non ha chiesto, né tantomeno ottenuto, alcun contributo economico statale per la sua realizzazione e/o distribuzione in Italia, né ha potuto beneficiare della qualifica di interesse culturale. La società di produzione non ha, inoltre, mai presentato istanza di inizio lavorazione ai sensi dell’art. 1 del decreto ministeriale 12 aprile 2007, recante modalità tecniche per il sostegno alla produzione e distribuzione cinematografica, né risulta iscritta all’elenco informatico delle imprese cinematografiche istituito presso la Direzione generale per il cinema del Ministero”.

Analogamente, il film non risulta aver ottenuto benefici diversi, quali, ad esempio, le recenti agevolazioni fiscali previste per la produzione e distribuzione cinematografica, né tantomeno quelle previste per gli investimenti di soggetti esterni al settore cinematografico per la produzione di film in Italia.

Poi il punto sui contenuti: “In relazione al secondo quesito, giova rappresentare che, prima di uscire nelle sale cinematografiche italiane, ogni film è visionato da una sezione della Commissione di primo grado di revisione cinematografica, di cui alla legge 21 aprile 1962, n. 161, e successive modificazioni.

A tale Commissione, operante presso la Direzione generale per il cinema, è demandata l’emanazione del parere, obbligatorio e vincolante, per la concessione del nulla osta alla proiezione in pubblico del film e, pertanto, per la sua diffusione nelle sale cinematografiche italiane. La commissione di revisione cinematografica è preposta, quindi, all’esame obbligatorio e preventivo dei film che devono essere proiettati nelle sale cinematografiche presenti sul territorio nazionale, potendone disporre la libera visione, ovvero il divieto ai minori di 14 o di 18 anni.

Ogni sezione di primo grado della Commissione è composta da 9 membri, nominati dal Ministro con durata biennale, tra cui un docente universitario di diritto, che assume le funzioni di Presidente, un docente di pedagogia o psicologia dell’età evolutiva, esperti in cultura cinematografica e rappresentanti espressi dalle categorie professionali, dalle associazioni dei genitori e dalle associazioni a tutela degli animali per i film che contengono scene che utilizzano animali. Ogni singola sezione è composta, pertanto, da un docente di diritto, uno di psicologia o pedagogia, due esperti di cultura cinematografica, due rappresentanti dei genitori e tre rappresentanti delle categorie produttive.

La Commissione opera in assoluta e piena autonomia; le decisioni sono prese a maggioranza assoluta dei componenti e, in caso di parità, prevale il voto del Presidente. Ai sensi dell’art. 9 della legge n. 161 del 1962, qualora la Commissione non ravvisi nel film elementi di offesa al buon costume, l’amministrazione rilascia il nulla osta per la proiezione in pubblico del film in tutto il territorio dello Stato.

Tutto ciò premesso, nel caso di specie la sezione di primo grado della Commissione di revisione cinematografica, nella seduta del 4 aprile 2012, ha visionato il film “Poker generation”, essendo presente nella totalità dei suoi componenti, ed ha espresso, all’unanimità, parere favorevole al rilascio del nulla osta per la proiezione in pubblico del film, senza alcuna limitazione per i minori”.

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