Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il Movimento 5Stelle a favore del poker live, spara a zero sulle lobby online ma continua a sbagliare sulle slot

Come si dice ormai nel settore del poker dove la parola d'ordine è “a caso” o “random”, così sembra di poter percepire come sia realmente la linea politica del Movimento 5Stelle immersa ormai nella sua singolare democrazia nella rete web. Parlano tutti e di tutto e, mentre arrivano le prime interrogazioni parlamentari che si basano ancora sulla irreale riscossione dei famigerati 98 miliardi di euro che le concessionarie di slot italiane avrebbero evaso (ma la sentenza della Corte dei Conti dice che, forse, se ne dovranno pagare 2,5 di miliardi), alcuni attaccano il poker online e le cifre generate dalla raccolta e altri spronano alla regolarizzazione del poker live in Italia.

POKER LIVE SI', POKER ONLINE BOH – “Il mercato del poker online è tra i più floridi, forse il più florido, insieme a tutto il gaming e le scommesse in generale, a livello nazionale. Da anni si registra il segno + nella spesa dei giocatori. Da anni il numero dei giocatori aumenta. Da anni aumentano i luoghi ove giocare dal vivo, in un limbo a metà tra il lecito e l'illecito. Le lobby dell'online, i casinò nazionali e vicini, premono affinchè nulla venga fatto; risultato è che ci sono migliaia di circoli ove abitualmente si gioca”. E' la posizione di Alan Tonetti, nome conosciuto nel settore del poker e redattore anche di una testata di livello nazionale che trattava di gioco. Queste frasi sono pubblicate nel forum di discussione del sito dell'M5S di Beppe Grillo ed esprimono un'opinione un po' diffusa tra chi crede che siano le room online a non volere il poker dal vivo.

Mentre questo stallo “va a toccare circa 3.000.000 di persone quotidianamente che aspettano una regolamentazione per poter pagare le tasse e giocare in maniera tranquilla. Devono vincerla sempre le lobby internazionali o qualcosa si può fare? Ci sono decine di migliaia di posti di lavoro che non possono essere messi in regola per questo!”, conclude Tonetti.

A REGGIO EMILIA M5S CONTRO L'AZZARDO E IL MOSTRO DELL'ONLINE – “Io mi vergogno di tutto questo e sono davvero imbarazzato perché ci troviamo in questa situazione per colpe non nostre, dove lo Stato ha incoraggiato, o addirittura ha creato ex novo, un problema che adesso ha dimensioni impressionanti”. A parlare qualche giorno fa da Reggio Emilia fu Matteo Olivieri, consigliere comunale del Movimento 5 stelle e membro della Commissione consiliare sul gioco d’azzardo. E il “problema” a cui si riferisce, è evidente, è il gioco. E, in particolare, quello online. “La cosa più assurda è che gli introiti che pensava di ottenere sono in drastico calo”, aggiunge.

“Negli ultimi dieci anni il fatturato annuo del gioco d’azzardo è aumentato di circa 7-8 volte – continua Olivieri – ma lo Stato, anno dopo anno, ci ha guadagnato sempre meno e i costi sociali sono aumentati a dismisura. E i costi sono tutti sulle spalle delle pubbliche amministrazioni che devono affrontare il problema senza le risorse adeguate per farlo”.

Il piano d'azione è un attacco all'online con campagne contro l'azzardo e poi modifiche al Regolamento urbanistico edilizio per limitare l’offerta di gioco. “Le campagne di sensibilizzazione sono utilissime perché col tempo creano un dissenso sociale verso il gioco d’azzardo – commenta il consigliere 5 stelle – ma la frontiera oggi è costituita dal gioco online che, partito da un fatturato complessivo del 10% nel 2011, è arrivato a più del 16% nel 2012 ed è previsto in aumento nel 2013. L’ultima modifica del Rue, con la quale si è limitato l’insediamento delle sale gioco nelle aree specializzate per attività produttive, è un bel passo avanti perché cerca di limitare il contatto sociale e tenere i giovani lontani da slot e video-lottery. Ma per giocare online basta avere un computer a casa, lì la comunità locale non può intervenire”.

ANCORA ERRORI SULLE MAXI PENALI SLOT – Senza addentrarci troppo nel merito di questioni già trattate ampiamente in queste pagine e già arrivate alla definizione di una sentenza della Corte dei Conti, il M5S continua nel suo 'epic fail': finanziare tutte le sue attività e la politica nazionale con i 98 miliardi di euro di evasione del gioco d'azzardo. Una cifra irreale, ormai anacronistica e, come detto, praticamente azzerata ai 2,5 miliardi che, forse, i concessionari italiani di slot dovranno pagare. Ma anche da questo punto di vista qualcosa potrebbe cambiare visto che l'accusa muoveva da un calcolo teorico ed errato.

Peccato che chi si fa paladino del bene contro il male della disinformazione dei giornali italiani poi cada in questi errori madornali. Eppure i 'grillini' il web lo sanno usare e basta 'googlare' per capire di cosa stiamo parlando.  

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