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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il Nevada Gaming Board chiede una tassa dello 6,75% sul poker online


Non c'è pace per il poker online, Specie se parliamo di quello americano. In effetti è stato presentato al Senato del Nevada un documento da parte del presidente della Gaming Control Board   AG Brunett, che vorrebbe applicare un'ulteriore tassa sulle iscrizioni dei tornei di poker online.  In effetti attualmente questo tipo di prelievo è escluso dalla legislazione del Nevada che con questo provvedimento tutelava e sosteneva i costi molto più ingenti dei tornei dal vivo nei casinò di 'malta e mattoni', come li definiscono gli anglosassoni.  Ma queste agevolazioni non hanno senso online, secondo Brunett, dove non ci sono chissà quali costi da coprire. 
 
L'ipotesi  quella di uniformare le aliquote del gioco online al 6,75% sui ricavi lordi di gioco.Si tratta di un'aliquota d'imposta   tra le più basse dei mercati regolamentati. Come punto di confronto, la Spagna , l'Italiae la Danimarca hanno aliquote fiscali comprese nel range di 20% -30% e il tasso in Francia può superare il 40%. Anche le modifiche recentemente proposte dal governatore Christie nello stato del New Jersey potrebbero fissare la tassa intorno al 15%. entre sempre più paesi espandere le loro leggi di gioco per includere il gioco d'azzardo 
 
Le buone notizie del lancio del poker online intrastate potrebbero poi diventare un problema quando a livello federale, se questo mai avverrà, il Governo decidesse di unificare tutte le legislazioni. Sarebbe estremamente complesso raggiungere un accordo dal 6,75% del Nevada al 15% del New Jersey. 

 

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