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Il Nevada spinge Obama alla Casa Bianca ma esperti divisi sul futuro del poker

Il Nevada ha votato per Barack Obama e, stando ad alcuni pareri di columnist americani, proprio per la speranza che venga liberalizzato e regolamentato il poker e il gioco online. Un colpo notevole in favore del poker insieme ad altre condizioni che si sono verificate e che lasciano ben sperare per la regolamentazione.

Nevada a favore, quindi, nonostante nel Nevada stesso ci sia un certo Sheldon Adelson, proprietario dei maggiori casinò tra cui il The Venitian di Las Vegas, assolutamente contrario al gioco online e tra i principali finanziatori della campagna del repubblicano e mormone (quindi contrario all’azzardo a prescindere) Mitt Romney. Nevada a favore di Obama nonostante una grave crisi economica e del turismo.

Ma ci sono varie visioni contrastanti degli esperti americani sulle relazioni che intercorrono tra il voto di ieri notte e il futuro possibile per il poker online.

C’è chi dice che la speranza risposta in Obama sia vana. Questo per una serie di motivi. Innanzitutto in campagna elettorale si è parlato di gioco online solo per i divieti già progettati da Romney e compagni mentre i democratici, probabilmente per paura di perdere i voti della parte repubblicana fermamente convinta, invece, del divieto, hanno glissato sul tema.

In molti sono convinti che i democratici possano favorire la legalizzazione del gambling online ma se il Senato è di Obama, la camera dei reidrappresentanti è ancora di colore repubblicano. Il che significa che qualsiasi progetto di legge deve avere anche il sostegno della parte repubblicana. A maggior ragione per il notevole equilibrio che si è venuto a creare tra i due.

Ma c’è anche chi evidenzia aspetti positivi. Innanzitutto l’elezione di Obama come principio fondante contro i divieti mormoni. Questo è assodato per tutti. Positive le rielezioni di Harry Reid (nella foto a destra) e Dean Heller. Il primo è fondamentale se pensiamo ai progetti di legge che sono stati ad un passo dal varo. Progetti che, va detto, devono avere il sostegno bipartisan. Il secondo, Heller, è il consigliere decisivo del Nevada che era già servito per spostare equilibri fondamentali nei mesi passati.

Solo i prossimi mesi ci diranno se tutte le condizioni necessarie si incroceranno e spianeranno la strada per la regolamentazione federale del gioco online. Certo è che gli operatori si stanno muovendo da un paio d’anni a questa parte investendo in partnership in grado di rispettare i dettami normativi che entraranno in vigore da qui all’introduzione del gambling sul web. Come avviene nei mercati di tutto il mondo, quando i grandi gruppi investono in una direzione, qualcuno gli ha già indicato la strada. Ed è forse questo l’elemento più importante a farci credere in una regolamentazione prossima o, quantomeno, nell’apertura di un confronto e di un percorso preciso che porti all’apertura del mercato americano.

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