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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il nuovo corso di PokerStars potrebbe interessare il Nevada

Il Nevada, con la sua forte attenzione all’industria del gioco, sta conducendo una ‘lotta’ al modello di legalizzazione del gioco online stato – per- stato. I regolatori del gioco del Silver State hanno adottato norme per l’industria e hanno già concesso la licenza a tre società affinchè inizino presto ad offrire poker online agli operatori del posto. La prima mano di gioco con denaro reale sotto la supervisione e la tassazione del Nevada potrebbe avvenire prima del 2013.

Ma PokerStars può trovare un modo per tornare negli Stati Uniti? Pokerstars, con l’acquisizione dell’ex rivale Full Tilt, ha aumentato il suo enorme database di giocatori con denaro reale, alcuni stimano che Pokerstars avrà oltre il 50% del mercato totale di poker online. E con quel potere potrebbe essere interessante per il Nevada, ha affermato William Horne, deputato della Camera Bassa, che sponsorizza il progetto di legge sul gioco online del Nevada che è passato l’estate scorsa. Horne è anche membro del Gaming Policy Committee (Comitato della politica di gioco) del Nevada, che fa capo al governatore.

Tuttavia per Horne, che ha lavorato a lungo con PokerStars prima del Venerdì Nero, l’azienda ha una “questione di credibilità da superare”.

Pokerstars, prima che fossero tolti i sigilli alle incriminazioni federali dei leader dei principali siti di poker off-shore che operano negli Stati Uniti, aveva fatto molte pressioni in Nevada per ottenere l’autorizzazione per offrire poker online con denaro vero. Nonostante il gioco online è sempre stato una questione di vitale importanza per lo stato, la società è stata una forza trainante dell’Assembly Bill 258.

Una prima versione del disegno di legge ha mostrato come PokerStars volesse fortemente un punto d’appoggio in Nevada. L’azienda era disposta a pagare al Nevada il quattro per cento del guadagno rispetto al resto del mondo.

Il coinvolgimento di PokerStars con il Nevada si spinse fino ad aggiudicarsi una “partnership strategica” con il Wynn Resorts, una delle società di casinò dominanti del Nevada. L’accordo si disgregò dopo che Isai Scheinberg, proprietario di Pokerstars, è stato accusato di riciclaggio di denaro, frode bancaria e gioco d’azzardo illegale a New York. Scheinberg ha ancora accuse penali contro di lui e rischia fino a 65 anni di carcere se condannato.

Secondo il comunicato stampa di martedì scorso del distretto di giustizia, Scheinberg “non deve assumere nessun ruolo gestionale o direttivo in PokerStars”. Tuttavia, ciò potrebbe decadere al momento della risoluzione del suo caso.

Alla domanda se PokerStars ha bruciato tutti i ponti con il Nevada, Horne ha affermato che non è questo il caso. Ha sostenuto che ha fiducia che i regolatori di gioco del Nevada esaminino attentamente ogni azienda che richiede di fare affari con il poker online nello stato, caso per caso. PokerStars “potrebbe meritare” una licenza, ha affermato.

Mark Lipparelli, presidente del Gaming Control Board (Comitato di controllo del gioco) ha dichiarato martedì al Las Vegas Review-Journal che non ha voluto commentare i potenziali richiedenti. Ha anche dichiarato al giornale che anche se non ci si può aspettare “la perfezione” nei candidati, crede ancora che molti falliranno nel tentativo di ottenere la licenza in Nevada.

In una recente riunione del Gaming Policy Committee (comitato di politica del gioco), Lipparelli ha difeso la posizione del Nevada affermando che alcune grandi compagnie straniere di gioco online hanno guardato le norme di regolamentazione dello Stato e hanno deciso che non erano adatte.

Resta da vedere se Pokerstars, il gigante del poker online, deciderà di fare domanda, ma dovrebbero fare domanda anche coloro che decidono di lavorare con Pokerstars negli Stati Uniti. Bisogna ricordare che tutte le società estere hanno bisogno di una società con sede di gioco negli Stati Uniti con cui lavorare per poter operare nel paese.

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