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Il nuovo TDA 2013: ecco cosa cambia per floor, dealer e poker players

Cosa cambia con l’aggiornamento delle regole della Tournament Director Association? Mentre effettuavamo la traduzione e in prima analisi mi sembra di intuire un richiamo alla disciplina del giocatore che è responsabile delle sue azioni sempre di più, che deve aumentare l’attenzione al tavolo e su certi aspetti ora è impossibile sbagliare e interpretare”.Fabiano Stefanini, tournament director attualmente a Campione d’Italia e con già una buona esperienza, è stato incaricato, insieme all’esperto Christian Scalzi, di tradurre l’aggiornamento delle regole del TDA per il 2013. Regole prese ad esempio e riferimento da tutti, di fatto l’unico documento scritto che esiste per regolamentare i tornei di poker in tutto il mondo in maniera uniforme. Ma, attenzione: non sono le regole che tutti devono seguire. Stefanini, infatti, specifica citando il Tda che ““Non è altro che un addendum alle regole della casa da gioco e, dove c’è incompatibilità si applicano le regole della casa. Ogni torneo dovrebbe avere un regolamento che si ispira al Tda che però, va ribadito, deve essere solo un’aggiunta specifica per alcune fattispecie. E’ bene che tutti aderiscano a queste specifiche per uniformare i regolamenti delle case di tutto il mondo”, conclude Stefanini.

Fabiano Stefanini ha quindi analizzato passo passo gli articoli che presentano aggiunte e novità. La sensazione che viene ascoltandolo, è che queste specifiche 2013 siano principalmente indirizzate a quei players un po’ indisciplinati. Ogni riferimento ai players di casa nostra non sembra casuale.

Ecco l’analisi di Stefanini: 

ARTICOLO 2 – RESPONSABILITA’ DEI GIOCATORI

Partiamo da questo articolo per confermare la sensazione che dicevamo e cioè che i players sono tenuti a prendersi le proprie responsabilità. Vengono specificate formalmente una serie di accortezze che i giocatori devono avere. Devono proteggere le proprie carte, le intenzioni devono essere chiare, devono seguire il gioco ed agire durante il proprio turno, difendere il loro diritto d’azione, tenere le chips ordinate e così via.

 

ARTICOLO 29 – AL PROPRIO POSTO

Sembra cambiare la gestione delle carte foldate dei giocatori non presenti al tavolo. In questo articolo si specifica che il giocatore deve essere al proprio posto quando viene distribuita la prima carta. Prima invece era l’ultima. Si specifica con una ‘cattiveria’ esemplare che il giocatore non può neanche vedere le carte. Devi stare per forza al tavolo.

 

ARTICOLO 14 – CARTE VALIDE ALLO SHOWDOWN

Andiamo a spanne e seguiamo l’articolo 14 che chiarisce alcuni aspetti importanti. Per esempio spingere le proprie carte al centro del tavolo non significa per forza che sia un fold, a meno che la room non indichi specificatamente che una mossa del genere è automanticamente un fold. In ogni caso, se le carte sono riconoscibili e non sono nel muck, allora la mano può non essere considerata morta. E’ chiaro che le carte sono esposte al rischio che il dealer le prenda e le getti nel muck.

 

ARTICOLO 16 ORDINE DI SHOWDOWN

Qui viene specificato che deve fare shodown per primo chi ha fatto l’ultima azione aggressiva nell’ultimo giro di puntate. Se durante l’ultimo round di puntate non c’è stata azione aggressiva, deve mostrare per primo quel giocatore che sarebbe stato il primo ad avere diritto d’azione in un giro di puntate.

 

ARTICOLO 24 – CARTE E GETTONI VISIBILI E COLOR UP DISCREZIONALI

Era un’usanza ma non era così specifico. Ora i gettoni vanno ordinati in stack da 20 o multipli. Inoltre i Td possono effettuare dei colour up a loro discrezione a patto di annunciarli in sala prima di procedere. C’è anche la possibilità di effettuare un colour up per facilitare lo spostare di un giocatore con tante chips, il chip leader per esempio.

 

ARTICOLO 30 – AL TAVOLO CON AZIONE IN CORSO

Anche questa è una regola nuova votata alla maggiore disciplina al tavolo. Infatti dice che “un giocatore con una mano attiva deve restare al tavolo se rimangono dei turni di puntata da portare a termine. Lasciare il tavolo è incompatibile con il dovere di ogni player di proteggere le proprie carte e seguire l’action. E’ un comportamento soggetto a penalità”.

 

ARTICOLO 34-b MISDEAL

Qui viene chiarito il concetto che, se viene dichiarato misdeal, la mano che si ridistribuisce deve essere l’esatto replay della precedente. Vengono foldate le carte a chi, tornato da una pausa ad esempio, si era visto foldare la mano precedente. La mano in questione va considerata una mano unica come per esempio nel conteggio delle penalità.

 

ARTICOLO 37 DICHIARAZIONI DI PUNTATA-AZIONE NEL PROPRIO TURNO-UNDERCALL

I giocatori devono aspettare le puntate che siano chiare prima di fare action. Se A fa raise, B e C devono aspettare l’esatto ammontare prima di fare la propria mossa, anche se sia solo un fold.

In questa regola, per evitare misunderstanding e problemi, il Tda consiglia l’utilizzo dei bottoni di All in che il dealer deve porre davanti al giocatore che ha dichiarato questa action. Questo può ridurre tantissimi problemi rispetto a quelle mani in cui alcuni giocatori non capiscono che un giocatore è in all in ee fanno call o raise.

In ogni caso se un giocatore dichiara call deve chiamare. Se invece spinge l’esatto ammontare di un raise dichiarato sono comunque dead money ma si ha l’opzione di coprire l’all in e partecipare alla mano.

 

ARTICOLO 44 GETTONI DI PUNTATE PRECEDENTI NON FISICAMENTE NEL POT

Questa è una regola importante che chiarisce finalmente ai giocatori di chiarire cosa vogliono fare con grande chiarezza. La regola dice che “i giocatori sono incoraggiati a dichiarare verbalmente la loro intenzione prima di porre nuovi gettoni insieme a quelli già nel pot insieme a quelli nno ancora nel piatto”.

 

ARTICOLO 50 – FOLD NON STANDARD

Regola ancora più precisa e rigorosa che elimina l’open fold. Anzi, una mossa del genere è soggetta anche a penalità. Probabilmente perché non c’è alcun guadagno nel fare quest’azione e, anzi, in sospette collusion si eliminano anche questi rischi. Quindi se siamo i primi a parlare dopo il flop che per noi è perfettamente inutile non possiamo più open foldare.

 

ARTICOLO 52 – CONTEGGIO DELLO STACK DI UN AVVERSARIO

La regola specifica che i giocatori possono richiedere il conteggio preciso delle chips dell’avversarioo solo se stiano facendo fronte ad un all in. Il giocatore in all in non è tenuto al conteggio delel chips e nel caso ci può pensare il dealer o il floor.

 

ARTICOLO 53 – PUNTATE ECCESSIVE PER FACILITARE IL RESTO

Basta a queste azioni che, spesso nel cash game si trovano, possono farci perdere alcune chips. Qualora l’apertura fosse di 325 chips e un giocatore mette nel piatto 525 per avwere il resto di 200 questo può essere considerato un raise fino a 650.

 

ARTICOLO 54 – ALL IN CON GETTONI NASCOSTI O SCOPERTI IN UN SECONDO MOMENTO

Se un player va in all in e gli avanzano dei gettoni il td deciderà se faranno parte dell’azione. Se non vengono accettate le chips non verranno pagate in caso di vittoria ma, in caso di perdita della mano, addirittura il giocatore non verrà salvato. La regola ‘one player to one hand’ sarà vivamente incoraggiata, dice il Tda.

 

ARTICOLI 60 E 62

Sono tutti da leggere visto che specificano ancora di più il comportamento al tavolo e cercano di limitare i ritardi eccessivi nel gioco, toccare chips e carte dell’avversario, chiacchierare e anche fare puntare troppo lontane dal raggio d’azione del dealer.

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