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Il poker è una puttana (1/5)

Traduciamo ancora un intervento dal blog di INTERNETPOKERS, sulle gioie ed i dolori del poker. Ringraziamo l’utente AndreaDM per la segnalazione.

Il poker è una puttana. Ma sono sicuro che ormai lo saprete tutti. Ho avuto una sfortuna incredibile contro Gus. Dovrei essere sopra di svariate centinaia di migliaia di dollari contro di lui, ed invece sono sotto di altrettanto. Per un po’ quindi giocherò a livelli più bassi, e sperabilmente la mia fortuna si riassesterà. È davvero frustrante però, il PLO è semplicemente terribile a volte. Ultimamente è sempre un passo avanti e due indietro. Ma basta con le lamentele, che continuerò nel mio prossimo intervento. Ora invece parlerò di qualcosa di più astratto.

Ho molte idee che mi girano per la testa ultimamente, ma tendo a non condividerle o discuterle con nessuno, dato che sono piuttosto confuse ed aconsequenziali, e non credo che funzionerebbero come argomento di conversazione. Mi sembra quindi che un blog potrebbe essere il mezzo giusto per renderle note. Quindi, l’argomento del giorno è la varianza. Owiamente, tutti sanno cos’è la varianza. Ci sono due argomenti principali di cui voglio parlare, e comincerò con quello che ritengo essere più interessante per il lettore medio.

Per farla semplice, la varianza assume molte forme, e di solito non la si riconosce in tutte. L’espressione che di solito usiamo riguardo alla varianza nel poker è “andare male” [running bad ndt] (dato che anessuno importa granché di parlarne quando stanno andando bene. Quando stiamo andando bene, ci limitiamo a dire che dominiamo, o non diciamo niente.) La gente sostiene di andare male in molte situazioni diverse, la più frequente delle quali è quando si punta in situazioni di dominio, e l’avversario vince chuidendo un punto che ci batte. Questo è quello che quasi tutti i giocatori intendono con andare male. L’altra concezione tipica è quella in cui si punta in una situazione dove di solito si è sopra, ma in cui questa volta si è sotto. Si crede di andare male quando ci si trova con KK contro AA, con set contro over set, colore contro colore, eccetera. E, ed è la cosa più fastidiosa, sono convinti di andare male quando uno stupido programma come PokerEV gli dice che stanno vincendo meno di quanto potrebbero aspettarsi. Ora, la maggior parte di questi eventi sono indicatori ragionevoli dell’andare male, owiamente. Ma nessuna di queste situazioni è davvero un sinonimo dell’espressione. Ecco una piccola verità che per qualche ragione ci si rifiuta di vedere: non è possibile andare male e vincere lo stesso. Punto. Se pensi di essere talmente figo che oggi sei andato male ma hai vinto lo stesso perché sei talmente bravo e figo, stai sbagliando. Non sei andato male. Forse ti è capitato di essere KK contro AA più di quanto non capiti di solito. O forse hai trovato due volte un set più alto ma hai vinto lo stesso, e ti sei convinto di essere il regalo di dio al poker, ma tutto questo modo di ragionare sulla varianza è illusorio e troppo semplicistico.

 

1/5, continua. Fonte: http://blogs.cardrunners.com/BLAG/poker-is-a-whore-1232943829

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