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Il poker è una puttana (2/5)

Proviamo quindi, solo per curiosità, a capire esattamente perché pensiamo di star andando male quando perdiamo con KK contro QQ. Ci ho pensato un po’, e mi sembra che il modo più semplice per analizzare questa situazione in termini di impulsi base sia questa: “Mi trovo in una situazione in cui di solito vengo premiato, ma questo premio mi è stato negato.” Ogni volta che con KK andiamo all in preflop, abbiamo naturalmente una grande aspettativa di vincere. Dopotutto, quando andiamo all in con KK contro QQ, vinciamo un buy in più di quattro volte su cinque, quindi è una conseguenza perfettamente razionale quella di aspettarsi di vincere. A voler essere gratuitamente cinici, diventiamo come il cane di Pavlov – la campanella corrisponde ad avere KK e la salivazione all’aspettativa di vittoria. Quindi, perdere contro QQ è l’analogo del suono della campana senza l’arrivo del cibo. Ora, non so se i cani provano la frustrazione, ma gli umani di certo sì, quando le aspettative vengono tradite. (E naturalmente, tradite è una parola interessante in questo contesto. Forse il nostro rapporto col poker è più simile a quello del cane con Pavlov di quanto ci piacerebbe ammettere, ma questo è un discorso più buio per un altro giorno.)

 

Quindi, di base, è l’emozione data dalle aspettative tradite a farci sentire sfortunati. Come ho detto prima, questi eventi sono di solito buoni indicatori dell’andare male, quindi non è in nessun modo irrazionale. Ma andare male non significa niente finché non lo definite in un intervallo di tempo. Non si può andare male in zero tempo, bisogna riferirsi ad un periodo, che sia una mano, una sessione, o un mese. Ora, ragioniamo sull’andare male in una mano – ad essere obbiettivi (piuttosto che emotivi) come dovremmo decidere cosa significa andare male? Beh, semplicemente vincere meno dell’aspettativa. Quindi, nello svolgersi della mano, dobbiamo capire qual’è l’aspettativa di vittoria. Naturalmente con KK contro QQ i 4/5 delle volte vinceremo, quindi, sì, siamo sotto aspettativa se perdiamo. Ora prendiamo in considerazione un periodo più lungo. Diciamo che in una sessione ci capita cinque volte di avere AA/KK contro QQ/JJ, ed ogni volta andiamo all in. Vinciamo tre volte e perdiamo due. Quelle erano le mani più grosse, il resto è andato più o meno in pari. Stiamo andando male? Beh, di nuovo, è chiaro che dovremmo vincere quattro volte su cinque, e non tre. Ora estendiamo l’analogia ad un intero mese. Diciamo che sei sotto con KK ed AA ma hai comunque chiuso il mese in positivo, e bla bka bla, hai capito il punto, ti sta andando male. Quindi in tutte e tre queste situazione sono d’accordo nel concludere che stiamo andando male – ma perché esattamente allora, queste analisi sono errate?

 

2/5, continua, fonte http://blogs.cardrunners.com/BLAG/poker-is-a-whore-1232943829in

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