Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Il poker è una puttana (3/5)

Beh, la risposta più semplice è che mettono in gioco delle costanti che non sono proprio costanti. Mi spiego. Ripensiamo alla mano di prima, KK contro QQ – quando l’abbiamo analizzata abbiamo pensato a quanto spesso vinciamo in quella situazione. Ma se vogliamo isolare la nostra fortuna in quel momento, unicamente la nostra aspettativa, allora dobbiamo ammettere che è arbitrario quanto decidiamo essere costante nella mano. Nello specifico caso, abbiamo deciso di fissare i range dopo essere andati all in preflop, ed è stato là che abbiamo analizzato le probabilità di vittoria e deciso che abbiamo avuto sfortuna (e questo precedente, naturalmente, è stabilito con programmi come Poekrstove o altri). Ma questa decisione è arbitraria: perché non blocchiamo la mano dopo il flop (per esempio immaginando che sia Q 6 7)? Logicamente a quel punto siamo molto svantaggiati, quindi non stiamo avendo nessuna sfortuna. Sembra un po’ assurdo, ma perché non dovrebbe essere valida questa analisi? Beh, potremmo rispondere, “Questo è solo uno dei possibili flop, e siccome non si ha nessun controllo sul flop una volta che si è andati all in, bisogna bloccare la mano a quel punto”. Beh, questo è l’unico modo, credo, in cui si può controbattere alla mia affermazione, ma anche questo argomento finisce per collassare su se stesso. Ecco perché: abbiamo dimostrato che è corretto sbloccare una mano e spostare indietro il momento in cui l’abbiamo “congelata”. Il motivo addotto è che non avevamo controllo sul flop. Ma una volta che cominciamo a parlare di “controllo” nel poker ci portiamo su un terreno scivoloso. Secondo questa linea di pensiero, dobbiamo partire dal punto dopo il quale non abbiamo più controllo sui risultati. Bene, proviamo a pensare al momento in cui l’avversario ci mostra la sua mano – ha QQ, ma non abbiamo nessun controllo sulle sue carte. Se avesse avuto AA o AK, la nostra probabilità di vittoria non sarebbe stata l’80%. Siccome appunto, non abbiamo logicamente nessun controllo sulle sue carte, dobbiamo muovere il momento in cui “congeliamo” la mano a quando andiamo all in preflop contro ils uo range (owiamente potremmo calcolare la probabilità di vittoria contro un range medio). Ma possiamo andare ancora oltre. Non avevamo nessun controllo nemmeno sul fatto che ci mandasse all in dopo che avevamo rilanciato alla sua tri bet. Magari era in bluff, e lasciava. Quindi dobbiamo spostare il punto ad ancora prima, a quando abbiamo rilanciato alla sua tri bet, che è naturalmente una situazione con EV minore che andare all in preflop. Però ancora, se ci pensiamo, non potevamo nemmeno sapere che avrebbe rilanciato con la tri bet – è solo che effettivamente aveva una mano forte. L’unica cosa che potevamo controllare era il nostro rilancio iniziale. Quindi dobbiamo spostare di nuovo il punto. Tutto quello su cui potevamo ragionare è su quanti soldi possiamo vincere quando con KK puntiamo preflop. (Il grande bui medio vinto con KK è, quanto, 4?). Ma poi ecco il salto finale: non avevamo nessuno controllo nemmeno sull’avere KK. In realtà l’unica decisione è stata quella di non andare in sit out. Decidendo di rimanere in gioco, di sicuro non potevamo aspettarci di andare all in preflop con KK contro QQ, né contro un suo range, né di vederci rilanciare, e naturalmente nemmeno di avere KK. Cos’è quindi che invece potevamo aspettarci? Beh, semplicemente di vincere la nostra media di vincita per mano.

 

3/5, continua, fonte http://blogs.cardrunners.com/BLAG/poker-is-a-whore-1232943829in

Cbet

Continuationbet nasce nel 2007 con lo scopo di offrire ai propri utenti gli strumenti necessari per migliorare le priprie abilità nel gioco del poker online e fornire promozioni e bonus esclusivi. Seguici anche sul primo poker online forum italiano.