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Il poker live infiamma il Senato: heads up Legnini-Lauro e oggi si vota la fiducia

“In un momento in cui lo spread scende ai minimi e il Paese si appresta a norme e cambiamenti di ben altro spessore trovo gravissimo che sui giornali e in tv non si parli altro che di sulla legge di stabilità su 1,000 sale da poker? Che il Senatore Raffaele Lauro chieda scusa a tutti dopo gli attacchi veementi di questi giorni perché fu lui a votare la misura varata a luglio 2011 e quella originaria sempre proposta dal Popolo delle Libertà (emendamento Maria Ida Germontani nel luglio 2009 che prevedeva la regolamentazione del poker dal vivo e lo stop dei giochi, ndr)”. Il senatore del Partito Democratico e relatore della legge di Stabilità, Giovanni Legnini (nella foto a sinistra) ha infiammato il dibattito, ancora in corso in aula, con il collega del Pdl Lauro che da ieri attacca tutto e tutti per il bando di gara di 1,000 sale da poker dal vivo.

Legnini intorno alle ore 10 prende la parola e precisa: “Non è una mancata proroga. Non c’è nulla perché non c’era bisogno. Trovo assurdo che in un momento così delicato in cui l’Italia si trovi ad affrontare una manovra economica che non riscuote neanche riflessi positivi sui mercati e i giornali e le televisioni si occupino di una non notizia o di una notizia falsa parlando della mancata proroga del poker live. Da quello che ci dicono i Monopoli non ce la fanno a bandire la gara del poker dal primo gennaio e io, personalmente, mi auguro che non ce la facciamo e che non lo facciano partire. Ma la legge già esisteva e nella manovra attuale non c’è nulla che riguardi il poker”, prosegue Legnini.

Non c’è peggior demagogo che non vuol sentire, però. E Lauro (nella foto a destra) attacca ancora: “Questo bando non va fatto e il Governo dica che tutto sia raffaele-lauro-5 410 230fermato anche perché i Monopoli hanno detto di non essere in grado di produrre il regolamento”.

Legnini sbotta ottenendo un’altra replica: “E’ troppo quello che sto sentendo. Lauro ha attaccato tutti, dal Governo ai relatori fino alla Commissione Bilancio per una regola che in questa legge non esiste. Per questo dovrebbe chiedere scusa a tutti soprattutto perché nel 2011 fu lui con il suo partito a votare per questo bando di gara. E non si comprende perché non abbia prodotto un emendamento soppressivo e solo ora prenda queste posizioni”.

Inutile commentare ma meglio precisare alcuni passaggi per voto di chiarezza. Il senatore Legnini dice quello che tutti avremmo voluto sostenere in Aula: il poker aspetta da 40 mesi il regolamento e il bando di gara pubblico. Il Pdl ha proposto la regolamentazione e, visto che la memoria storia è pressoché inesistente, ora vorrebbe tornare sui suoi passi. La Germontani propose la chiusura del gioco live e in due righe nella 88/2009 proponeva la regolamentazione. Oggi, spinto solo dalla sua solita demagogia, Raffaele Lauro si scandalizza dell’apertura di 1,000 sale senza neanche proporre precedentemente un subemendamento abrogativo. Non della proroga richiesta (a questo punto su spinta dell’Aams in chiara difficoltà per attacchi mediatici sconsiderati e per la difficoltà del controllo del gioco live) ma della norma del 2009 e poi confermata nel 2011 come ricorda Legnini.

Cosa succederà adesso? Oggi si vota la fiducia e a gennaio 2013 il regolamento va presentato. Tuttavia ieri sera i Monopoli e le Dogane hanno ribadito che ci sono oggettive difficoltà. Quindi, anche se la proroga è stata annullata a giugno 2013, qualche mese di ritardo ci sarà sicuramente per le difficoltà di Aams. Difficile dare un’indicazione sui tempi alla luce di questi continui sviluppi però la legge parla chiaro: regolamento e bando di gara a gennaio 2013.

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